Bella iniziativa, quella organizzata ieri a Napoli da Pasquale Popolizio, cui ha partecipato anche Enrico Ratto come moderatore. Una carrellata di case history di imprese che, con strumenti 2.0, sono riusciti a catturare l’attenzione di milioni di persone e instaurare un dialogo co-creativo coi propri clienti. Interventi interessanti, tranne alcuni decisamente promozionali o altri veramente pittoreschi, e una massiccia partecipazione del pubblico.
Segnalo, per chi non avesse letto in diretta i tweet di Eccellere, o assistito alla trasmissione video, tre interessanti siti:
http://www.kickstarter.com/ piattaforma per chi cerca finanziamenti online per lo sviluppo delle proprie idee imprenditoriali
http://www.ideatre60.it/ sito creato dalla Fondazione Accenture per condividere e realizzare idee in rete
http://www.pnicube.it/ il portale degli incubatori universitari
Segnalo questo interessante post di Giacomo Mason “100 regole per creare una intranet“, ottimo riferimento per chi si cimenta nello sviluppo e gestione di una intranet aziendale (non necessariamente 2.0).
Ne approfitto per consigliare anche la lettura di un articolo che abbiamo pubblicato su Eccellere sull’ultimo libro di Mason “Intranet 2.0“
Leggo oggi sul Sole 24 Ore un articolo che evidenzia come i post inseriti da un candidato sui social network possano influenzare, talvolta negativamente, un colloquio di lavoro. In Germania è addirittura in via di approvazione un disegno di legge per vietare ai datori di lavoro di scandagliare i siti di social network alla caccia di informazioni, foto o video piccanti sui dipendenti o candidati (http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,713240,00.html).
In realtà la discussione si potrebbe allargare a tutte le informazioni che possono essere recuperate sul web a proposito di un candidato, e non solo quelle disponibili sui social network. In effetti, l’aspetto strano della legge in via di approvazione in Germania è che sarebbe comunque consentito effettuare ricerche con Google sul candidato, ma non esplorare i contenuti dei social network.
L’Italia inizia a chiedersi quale comportamento assumere a tal proposito.
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Come può una delle migliori aziende, nota e ammirata in tutto il mondo per avere introdotto il concetto di qualità totale, essere oggi accusata di frode per difetti gravi in otto modelli di auto da lei prodotte e dovere richiamare 8 milioni di auto?
Leggo sul Corriere che il presidente di Toyota, Akio Toyoda, aveva ammesso qualche mese fa che erano diventati troppo sicuri di se stessi e avevano inseguito troppo i numeri trascurando il comandamento-qualità verbo della casa automobilistica.
Certo è triste vedere come un brand così forte, noto, con elevatissima reputazione, costruito in tanti anni – dal dopoguerra, in questo caso – possa essere distrutto così in poche settimane.

Touch-screen sensibili alla pressione basati sulla nuova tecnologia di Peratech
Leggevo su Technology Review un’interessante notizia sulle prossime evoluzioni dei touch-screen.
La società inglese Peratech, che ha realizzato una nuova tecnologia per la produzione di materiali sensibili alla pressione, fornirà adesso la propria licenza d’uso a Nissha, produttrice di display per diverse società fra cui LG e Nintendo. Saranno quindi messi a breve in commercio display multi-touch che non si limiteranno solo a rilevare le coordinate delle dita, ma anche la loro pressione sulla superficie.
Dispositivi che adotteranno questa tecnologia entreranno nel mercato intorno ad Aprile di quest’anno. Sarà quindi possibile implementare nuove funzionalità. “Premendo più forte sullo schermo, aumenterà la velocità di scorrimento o il personaggio di un gioco correrà più veloce”, ha commentato Philip Taysom, CEO di Peratech. Sarà quindi più facile effettuare il “drag and drop” degli elementi sullo schermo o effettuare due operazioni contemporaneamente, come trascinare e ingrandire un’immagine.
Consiglio di visitare il sito di Peratech per vedere quante applicazioni sono possibili con questa nuova tecnologia in campo sportivo, medico, nel settore industriale, o anche nel campo della moda.

Mc Italy, il nuovo prodotto di Mc Donald's
Può apparire incredibile a prima vista tanto clamore e addirittura il coinvolgimento di un ministro, Luca Zaia, per il lancio di un semplice panino. Eppure, il battesimo del nuovo prodotto di Mc Donald’s, il Mc Italy, che si rivela essere una delle più riuscite operazioni di marketing della multinazionale del fast food, è secondo me un bell’esempio di situazione win-win. Leggi…