Come si muove il mercato del temporary management?
Di temporary management (di seguito TM) non si è mai parlato tanto come oggi, soprattutto in relazione alle tante crisi/ristrutturazioni d’impresa e al crescente numero di manager in mobilità: è certamente un fatto positivo, che comporta però anche qualche zona grigia cui prestare molta attenzione.
Cresce il mercato
Siamo di fronte ad un sensibile aumento generalizzato della domanda, legato non solo a tematiche di crisi, ma anche a progetti per preparare l’azienda per il dopo-crisi, che induce, pur in assenza di numeri certi, a parlare di un’offerta in forte crescita nei prossimi tre/cinque anni, sia per quanto riguarda il numero di società specializzate che quello dei temporary manager in attività. In particolare, sono in forte crescita l’interesse e la relativa domanda di servizi di TM, da parte delle PMI: non è casuale infatti che anche aziende molto piccole, con fatturati dell’ordine dei 2-4 milioni, arrivino autonomamente ad elaborare i propri bisogni manageriali e ad identificare il percorso per soddisfarli.
Anche dal lato dell’offerta, sono avvertibili alcuni chiari segnali:
v alcune grandi società internazionali di servizi integrati alle imprese, attive all’estero anche nel TM, stanno da tempo valutando un potenziale ingresso in Italia, ed è possibile che qualcuna di esse possa farlo in tempi relativamente brevi
v lo stesso dicasi per alcune società specializzate, specie olandesi e inglesi
v il mondo dell’ interinale qualche mossa ha già iniziato a farla, pur con le necessarie cautele legate alla complessità che la gestione di un progetto di TM comunque comporta: da contatti diretti, sono emerse ipotesi di operare su una fascia di management intermedio piuttosto che limitarsi alla sola attività di ricerca e selezione del TMan
v l’intensa attività legislativa, centrale e locale, per l’emanazione di provvedimenti mirati a sostenere interventi di TM nelle PMI e la riforma della legge fallimentare, che rende oggi possibile recuperare e salvare aziende in crisi su cui prima era di fatto troppo problematico intervenire
Per quanto riguarda in particolare i manager, diversi segnali fanno pensare ad un deciso incremento di persone intenzionate a diventare temporary manager in un futuro molto prossimo
v molti manager in età più giovane (40-45 anni) non hanno particolari problemi ad accettare, e non come un semplice episodio, incarichi di TM, partendo dalla semplice considerazione che così sarà il futuro e che allora è meglio scegliere in piena autonomia e consapevolezza piuttosto che doverlo fare in seguito a causa di eventi esterni
v il manager italiano ha subito un progressivo cambiamento, divenendo, per mentalità ed atteggiamenti, sempre più europeo: flessibile, imprenditoriale, non più ancorato al mito del posto fisso e delle garanzie connesse.
v da ultimo, i manager, specie quelli più giovani, stanno rivedendo e ridisegnando i confini tra vita lavorativa e vita privata, cercando nuovi equilibri che consentano di recuperare maggiore spazio agli aspetti personali e familiari, consci del fatto che un buon equilibrio personale è la premessa per un buon equilibrio manageriale.
Attenzione!
Un solo elemento cui prestare grande attenzione: il forte eccesso di offerta non qualificata presente sul mercato. Il TM sembra infatti essere l’ultima spiaggia per molti dirigenti lasciati a casa, che scoprono una vocazione improvvisa per la professione poco consci del il fatto che essere stato un buon dirigente è condizione necessaria, ma non sufficiente per essere un buon TMan. Due le conseguenze più dirette: manager che optano per il TM allo scopo di rientrare comunque in azienda, “entità” che speculano su questo loro bisogno.
Basta navigare sul web per rendersi conto della molteplicità di proposte esistenti, molte delle quali non riconducibili direttamente a fornitori/manager specializzati o ad associazioni di matrice professionale (non si vuole esprimere alcun giudizio di valore in merito a qualità e serietà delle proposte contenute, ma semplicemente evidenziare come il termine, più che il concetto, di TM abbia in certi casi assunto una valenza fortemente mediatica).
Cosa si può trovare:
v apparenti società di TM, che presentano siti ben articolati e concettualmente ben presentati, sul cui sito compaiono solamente un numero di cellulare e un indirizzo di posta elettronica o, in alcuni casi, un form per richiedere un contatto (il tutto nel più rigoroso anonimato)
v gruppi di manager riuniti sotto un marchio ombrello, ma non in forma societaria, che veicolano l’impressione di una società specializzata, mentre invece sono più assimilabili a cooperative finalizzate al mutuo sostegno di marketing e alla vendita di fatto del proprio tempo. Ad alcuni va comunque riconosciuta la trasparenza nel “mettere la faccia” dei propri associati
v gruppi su social network, il cui intento dichiarato è quello di costituire un’associazione sul TM o di TMan
v il tentativo, poi cassato dalla stessa Wikipedia, di inserire nuove definizioni, quale ad esempio quella di Temporary Management Team (TMT), costituito da un manager senior e da uno/due junior per progetti in medie aziende.
Tutto questo, se non adeguatamente monitorato e corretto per tempo, può portare alla spiacevole situazione di deprimere sul nascere un mercato potenzialmente apportatore di benefici sia per le aziende che per i manager, data l’ elevata probabilità che molti utenti di TM, specie nel comparto delle piccole e medie aziende, possano restare scottati da esperienze non positive.
L’attuale confusione presenta potenziali rischi anche per i manager alla ricerca di uno sbocco occupazionale, specie per quelli meno informati e preparati, che potrebbero finire per essere “intrappolati” da entità non professionali abili a speculare sulla necessità di trovare lavoro da parte di molti.
Qualche esempio:
v corsi di formazione rivolti ad aspiranti TMan, in cui la parte relativa al TM è minimale, ma in cui la dizione TM compare a grandi lettere nel titolo per aumentare l’attrattività e la possibilità di farsi trovare sul web
v comunità virtuali che propongono agli aspiranti TMan pacchetti “completi” di servizi per la professione
v società di consulenza che cercano di aggregare manager senior affinchè operino come introducer per generare progetti di TM.
Una più completa analisi delle prospettive di questo mercato, sia per i manager sia per le aziende, si trova nel libro appena pubblicato “Soluzione Temporary Management” (Franco Angeli), in cui ho cercato di cogliere le voci provenienti da questi mondi: Confindustria (l’introduzione al volume è stata scritta da Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria), AIDP (Paolo Iacci), GIDP (Paolo Citterio), Federmanager (Giorgio Ambrogioni) e Manageritalia (Giuseppe Truglia).
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