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Counseling in azienda

 

Molti problemi in azienda vanno considerati non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano, prendendo in considerazione fattori personali, emotivi e comunicativi di solito ignorati, eppure determinanti. Un intervento di counseling aziendale può individuare le aree problematiche e avviare delle procedure di soluzione. Spesso si tratta soprattutto di dotare le persone che gestiscono ruoli chiave in azienda di una sensibilità tale da permettere loro di coglierne i problemi, quasi di prevenirli, imparando a prendere in considerazione anche le sfaccettature umane e personali di una situazione. È un campo di applicazione in espansione per il counseling, giacché è stato ormai dimostrato che intervenendo sullo stato di benessere psicologico del personale si innalzano il livello motivazionale, il livello della produttività e il livello della redditività, ma soprattutto il livello di soddisfazione del dipendente. Esistono diversi filoni d’azione: gestione del rapporto tra dipendenti e della direzione con i dipendenti, selezione del personale, gestione del personale e outplacement, gestione dello stress, problemi personali, molestie.

Il counselor è uno “specialista dell’ascolto”, un esperto di comunicazione – dialogica e introspettiva – che mira a creare uno spazio protetto in cui l’interlocutore si senta accolto, rispettato e, soprattutto, ascoltato.
A dispetto della forte assonanza tra il termine counselor e consulente, il ruolo del primo non consiste assolutamente nel dare consigli o interpretazioni, ma nell’aiutare l’altro ad avere una visione più completa del problema, guardandolo da diversi punti di vista, e a trovare in prima persona la soluzione. Il counselor invita a coltivare la fiducia in se stessi, stimola il senso di responsabilità e di potere personale nei confronti della vita, lavora sulla libertà di atteggiamento nei confronti delle diverse situazioni.

Spesso, questo risultato si raggiunge semplicemente offrendo all’interlocutore la possibilità di parlare liberamente, con l’invito a di scoprire in prima persona che le cose possono essere affrontate anche in modi diversi da quelli che la consuetudine o una visione parziale hanno sin’ora permesso. Nel “tirare fuori” quello che prima era rimuginato solo solipsisticamente e nel guardarlo insieme al counselor, emerge una visione più obiettiva e globale della situazione, diventa più facile vederci chiaro, ampliare il proprio orizzonte  e innescare nuove strategie di azione.

Il counseling favorisce la comunicazione e l’interazione tra l’individuo e il suo mondo interiore, tra individuo e individuo, tra individuo e mondo circostante. La sfida è oggi quella di trovare la strada verso un equilibrio tra una realtà esterna in trasformazione e una interna in evoluzione, verso la creazione e la realizzazione di un proprio progetto esistenziale, inserito in un contesto planetario.

«Se non si ha coscienza di se stessi, di ciò che si ama e dei propri talenti, si rischia di essere sballottati dalle circostanze come foglie al vento. Occorre anzitutto imparare a gestire la propria vita», ha detto Paul Evans, specialista in gestione strategica delle risorse umane. Gestire la propria vita non è un compito facile e richiede spesso l’intervento di una guida, di qualcuno che abbia già attivato dentro di sé questo processo e che possa accompagnare altri nel percorso di crescita per diventare ‘se stessi al meglio’, rispondendo così a quanto i tempi stanno richiedendo.

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