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	<title>Blog di Federica Fornelli</title>
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		<title>CENARE AL BUIO PER RISCOPRIRE LA FIDUCIA</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Fornelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso negli automatismi del quotidiano, ci dimentichiamo dell’importanza della fiducia.
Qualche sera fa ho vissuto con alcuni amici (e questo era rassicurante) e molti sconosciuti una cena particolare: completamente al buio. Il buio dei non vedenti.
E’ un’esperienza unica e mi sento di dire non traumatica; eravamo circa 60 ospiti e nessuno si è sentito male.
Ho pensato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso negli automatismi del quotidiano, ci dimentichiamo dell’importanza della fiducia.<br />
Qualche sera fa ho vissuto con alcuni amici (e questo era rassicurante) e molti sconosciuti una cena particolare: completamente al buio. Il buio dei non vedenti.<br />
E’ un’esperienza unica e mi sento di dire non traumatica; eravamo circa 60 ospiti e nessuno si è sentito male.<br />
Ho pensato a quella cena molto in questi giorni, non solo sul piano umano che mi ha permesso di meglio comprendere la disabilità, ma per un  aspetto – diciamo – ponte, tra la realtà quotidiana personale e quella professionale: la fiducia.<br />
Al buio (vi giuro mai visto e provato un nero simile) avevamo solo un riferimento: Michele, la guida non vedente, che ci spiegava come riconoscere acqua gasata, naturale, vino, posate, come mangiare le pietanze, come muoverci, insomma tutto.<br />
Affidandoci a lui, siamo riusciti a non avere paura, a bere, a goderci le pietanze, a non rovesciare bicchieri e tornati alla luce abbiamo persino scoperto che non ci eravamo nemmeno sporcati.<br />
Ci eravamo fidati di lui, avevamo seguito le sue direttive, i suoi suggerimenti, per una volta ciascuno di noi, si era fidato di un solo capo: Michele, e abbiamo anche lavorato in squadra.<br />
Eh sì, perché al tavolo si è instaurata una collaborazione ed uno spirito di cooperazione rilassata e gradevole, che veramente ha concesso a tutti di godere della serata, di raggiungere un obiettivo.<br />
Il ponte tra quella cena e il quotidiano, è proprio la fiducia.<br />
Dobbiamo fidarci del nostro capo, del nostro collega, della catena umana – professionale, che esiste in azienda. Sia chiaro, ognuno di noi, ha potuto chiedere, parlare, confrontarsi e questo deve accadere anche in azienda, ma non possiamo essere tutti solisti e capi, dobbiamo affidarci a chi ha più esperienza, conoscenza e competenze.<br />
Dieci anni fa avevo fatto un esercizio simile a Milano, più terribile, camminare bendata e guidata solo da lievi pressioni sulla mano da Piazza Mentana a Piazza Duomo in mezzo al traffico e ai mille ostacoli. Sono arrivata in Duomo che ero assolutamente un fascio di nervi, perché sentivo benissimo il clacson, conoscevo quella strada e i suoi pericoli e non conoscevo invece per nulla la mia guida! Avevo il terrore che lei sbagliasse, di non capire le sue indicazioni, di cadere, insomma di mille cose. Ma anche allora, ce la feci. Arrivai stanca in Duomo, ma ci arrivai ed alla fine ero anche molto soddisfatta.<br />
La mia riflessione è proprio questa. Oggi a torto, o  a ragione abbiamo dimenticato, siamo portati a sottovalutare e prevaricare la fiducia in chi ci è vicino, in chi per esempio in ufficio, è chiamato a guidarci.<br />
Goleman ci ha parlato del valore della trasparenza, fondamentale, ma anche della fiducia che ne è fondamento ed effetto.<br />
Ecco, senza negarvi il piacere della lettura di Goleman, mi piacerebbe che pensaste a come vivete la fiducia e magari provaste a cimentarvi con una cena al buio.<br />
Per provare questa emozione con i vostri cari, con gli amici, con il partner e con i vostri colleghi potete contattare l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS – sezione provinciale di Varese (info@cenalbuiovareset.it), troverete disponibilità, attenzione ed emozione. Provare per credere, sul serio. Provate ad essere, a fidarvi, a non apparire e a farvi sentire in tutto il vostro essere. Altro che penzolare da un elastico sospesi! </p>
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		<title>Ho letto un libro bellissimo!</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 10:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Fornelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[goleman]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ci fermassimo e ci ponessimo la domanda “cosa mi manca di più nel mio  ambiente di lavoro?”, la risposta più immediata, autentica e sentita  sarebbe “trasparenza”.
Siamo feriti, indispettiti, indeboliti da contesti professionali ( e  spesso anche personali) dove nulla è mai chiaro, dove spesso avvertiamo  limiti, confini, trame, visioni a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ci fermassimo e ci ponessimo la domanda “cosa mi manca di più nel mio  ambiente di lavoro?”, la risposta più immediata, autentica e sentita  sarebbe “trasparenza”.<br />
Siamo feriti, indispettiti, indeboliti da contesti professionali ( e  spesso anche personali) dove nulla è mai chiaro, dove spesso avvertiamo  limiti, confini, trame, visioni a noi sconosciute ed allora il nostro  quotidiano diventa pesante, imbarazzante, debilitante.<br />
Perché per quanto si possa essere ottimisti per vedere il bicchiere  mezzo pieno, permettetemi il gioco, occorre che esso sia trasparente.<br />
E’ così che il valore della trasparenza entra nei cosiddetti asset  aziendali, strano che sia un asset per molti è una visione, un  comportamento naturale, ma ad altri  oggi, bisogna mostrare ed insegnare  la via dell’onestà intellettiva, dell’informazione, del confronto.<span id="more-7"></span><br />
Parliamo dell’onestà che consente di vivere le nostre aziende, il nostro  personale quotidiano come una forza rigenerante ed  autentica, in grado  di cavalcare questa epoca di cambiamenti rapidissimi, di crisi e che  può essere affrontata soltanto grazie ad un insieme di competenze  diverse non in competizione, condividendo informazioni, obiettivi e  valori autentici.<br />
La recente crisi, ha (fortunatamente) cambiato il modello di leadership  dal modello dall’alto verso il basso; oggi emergono leadership basate  sul consenso, sulla reputazione, sulla chiarezza, sulla trasparenza.<br />
La chiarezza è una scelta scomoda, talvolta; un asset, un valore   impercettibile per molti dal ROI meno nell’immediato, ma è sicuramente  la chiave per recuperare, conquistare la fiducia degli stakeholders e  soprattutto del proprio gruppo di lavoro.<br />
L’ultimo lavoro di Daniel Goleman “Trasparenza. Verso una nuova economia  dell’onestà”, ci introduce a questa riflessione profonda ma non  impenetrabile. “Volere è potere”, così come volere mettersi in gioco, o  togliersi quei chili di angoscia che ci assalgono in riunione o  banalmente alla macchinetta del caffè.<br />
L’importante è iniziare, ciò che siamo fuori dal lavoro, lo siamo nel  lavoro e viceversa. Se saremo trasparenti porteremo cultura nuova in  azienda, e così emergeranno non solo nuovi leader più umani, ma nuove  idee, contesti, opportunità.<br />
Un solo suggerimento: non dimentichiamo mai che esiste anche  la  riservatezza, una forma di rispetto fondamentale nei rapporti  umani/professionali, non una forma di barriera alla non condivisione di  informazioni.<br />
Siamo all’esordio di una nuova era di pensiero e di managament.<br />
Un’idea che allontana definitivamente dall’epoca dell’apparire e non  essere in cui abbiamo vissuto sin ora.<br />
E voi apparite o siete?</p>
<p>Daniel Goleman – Warren Tennis – James O’Toole<em><br />
</em>“Trasparenza. Verso una nuova economia dell’onestà”<br />
Rizzoli Editore, 17.00€</p>
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		<title>Hello world!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 22:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuto al I blog di Eccellere. Questo e&#8217; il tuo primo post. Modificalo o cancellalo, e poi comincia a bloggare!
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuto al <a href="http://www.blogeccellere.com/">I blog di Eccellere</a>. Questo e&#8217; il tuo primo post. Modificalo o cancellalo, e poi comincia a bloggare!</p>
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