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Ho letto un libro bellissimo!

Pubblicato in Recensioni il 21.02.2010 - 11:57

Se ci fermassimo e ci ponessimo la domanda “cosa mi manca di più nel mio ambiente di lavoro?”, la risposta più immediata, autentica e sentita sarebbe “trasparenza”.
Siamo feriti, indispettiti, indeboliti da contesti professionali ( e spesso anche personali) dove nulla è mai chiaro, dove spesso avvertiamo limiti, confini, trame, visioni a noi sconosciute ed allora il nostro quotidiano diventa pesante, imbarazzante, debilitante.
Perché per quanto si possa essere ottimisti per vedere il bicchiere mezzo pieno, permettetemi il gioco, occorre che esso sia trasparente.
E’ così che il valore della trasparenza entra nei cosiddetti asset aziendali, strano che sia un asset per molti è una visione, un comportamento naturale, ma ad altri oggi, bisogna mostrare ed insegnare la via dell’onestà intellettiva, dell’informazione, del confronto.
Parliamo dell’onestà che consente di vivere le nostre aziende, il nostro personale quotidiano come una forza rigenerante ed autentica, in grado di cavalcare questa epoca di cambiamenti rapidissimi, di crisi e che può essere affrontata soltanto grazie ad un insieme di competenze diverse non in competizione, condividendo informazioni, obiettivi e valori autentici.
La recente crisi, ha (fortunatamente) cambiato il modello di leadership dal modello dall’alto verso il basso; oggi emergono leadership basate sul consenso, sulla reputazione, sulla chiarezza, sulla trasparenza.
La chiarezza è una scelta scomoda, talvolta; un asset, un valore impercettibile per molti dal ROI meno nell’immediato, ma è sicuramente la chiave per recuperare, conquistare la fiducia degli stakeholders e soprattutto del proprio gruppo di lavoro.
L’ultimo lavoro di Daniel Goleman “Trasparenza. Verso una nuova economia dell’onestà”, ci introduce a questa riflessione profonda ma non impenetrabile. “Volere è potere”, così come volere mettersi in gioco, o togliersi quei chili di angoscia che ci assalgono in riunione o banalmente alla macchinetta del caffè.
L’importante è iniziare, ciò che siamo fuori dal lavoro, lo siamo nel lavoro e viceversa. Se saremo trasparenti porteremo cultura nuova in azienda, e così emergeranno non solo nuovi leader più umani, ma nuove idee, contesti, opportunità.
Un solo suggerimento: non dimentichiamo mai che esiste anche la riservatezza, una forma di rispetto fondamentale nei rapporti umani/professionali, non una forma di barriera alla non condivisione di informazioni.
Siamo all’esordio di una nuova era di pensiero e di managament.
Un’idea che allontana definitivamente dall’epoca dell’apparire e non essere in cui abbiamo vissuto sin ora.
E voi apparite o siete?

Daniel Goleman – Warren Tennis – James O’Toole
“Trasparenza. Verso una nuova economia dell’onestà”
Rizzoli Editore, 17.00€