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CENARE AL BUIO PER RISCOPRIRE LA FIDUCIA

di Federica Fornelli - pubblicato in Uncategorized il 08.03.2010 - 18:47

Spesso negli automatismi del quotidiano, ci dimentichiamo dell’importanza della fiducia.
Qualche sera fa ho vissuto con alcuni amici (e questo era rassicurante) e molti sconosciuti una cena particolare: completamente al buio. Il buio dei non vedenti.
E’ un’esperienza unica e mi sento di dire non traumatica; eravamo circa 60 ospiti e nessuno si è sentito male.
Ho pensato a quella cena molto in questi giorni, non solo sul piano umano che mi ha permesso di meglio comprendere la disabilità, ma per un aspetto – diciamo – ponte, tra la realtà quotidiana personale e quella professionale: la fiducia.
Al buio (vi giuro mai visto e provato un nero simile) avevamo solo un riferimento: Michele, la guida non vedente, che ci spiegava come riconoscere acqua gasata, naturale, vino, posate, come mangiare le pietanze, come muoverci, insomma tutto.
Affidandoci a lui, siamo riusciti a non avere paura, a bere, a goderci le pietanze, a non rovesciare bicchieri e tornati alla luce abbiamo persino scoperto che non ci eravamo nemmeno sporcati.
Ci eravamo fidati di lui, avevamo seguito le sue direttive, i suoi suggerimenti, per una volta ciascuno di noi, si era fidato di un solo capo: Michele, e abbiamo anche lavorato in squadra.
Eh sì, perché al tavolo si è instaurata una collaborazione ed uno spirito di cooperazione rilassata e gradevole, che veramente ha concesso a tutti di godere della serata, di raggiungere un obiettivo.
Il ponte tra quella cena e il quotidiano, è proprio la fiducia.
Dobbiamo fidarci del nostro capo, del nostro collega, della catena umana – professionale, che esiste in azienda. Sia chiaro, ognuno di noi, ha potuto chiedere, parlare, confrontarsi e questo deve accadere anche in azienda, ma non possiamo essere tutti solisti e capi, dobbiamo affidarci a chi ha più esperienza, conoscenza e competenze.
Dieci anni fa avevo fatto un esercizio simile a Milano, più terribile, camminare bendata e guidata solo da lievi pressioni sulla mano da Piazza Mentana a Piazza Duomo in mezzo al traffico e ai mille ostacoli. Sono arrivata in Duomo che ero assolutamente un fascio di nervi, perché sentivo benissimo il clacson, conoscevo quella strada e i suoi pericoli e non conoscevo invece per nulla la mia guida! Avevo il terrore che lei sbagliasse, di non capire le sue indicazioni, di cadere, insomma di mille cose. Ma anche allora, ce la feci. Arrivai stanca in Duomo, ma ci arrivai ed alla fine ero anche molto soddisfatta.
La mia riflessione è proprio questa. Oggi a torto, o a ragione abbiamo dimenticato, siamo portati a sottovalutare e prevaricare la fiducia in chi ci è vicino, in chi per esempio in ufficio, è chiamato a guidarci.
Goleman ci ha parlato del valore della trasparenza, fondamentale, ma anche della fiducia che ne è fondamento ed effetto.
Ecco, senza negarvi il piacere della lettura di Goleman, mi piacerebbe che pensaste a come vivete la fiducia e magari provaste a cimentarvi con una cena al buio.
Per provare questa emozione con i vostri cari, con gli amici, con il partner e con i vostri colleghi potete contattare l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS – sezione provinciale di Varese (info@cenalbuiovareset.it), troverete disponibilità, attenzione ed emozione. Provare per credere, sul serio. Provate ad essere, a fidarvi, a non apparire e a farvi sentire in tutto il vostro essere. Altro che penzolare da un elastico sospesi!

Ho letto un libro bellissimo!

di Federica Fornelli - pubblicato in Recensioni il 21.02.2010 - 11:57

Se ci fermassimo e ci ponessimo la domanda “cosa mi manca di più nel mio ambiente di lavoro?”, la risposta più immediata, autentica e sentita sarebbe “trasparenza”.
Siamo feriti, indispettiti, indeboliti da contesti professionali ( e spesso anche personali) dove nulla è mai chiaro, dove spesso avvertiamo limiti, confini, trame, visioni a noi sconosciute ed allora il nostro quotidiano diventa pesante, imbarazzante, debilitante.
Perché per quanto si possa essere ottimisti per vedere il bicchiere mezzo pieno, permettetemi il gioco, occorre che esso sia trasparente.
E’ così che il valore della trasparenza entra nei cosiddetti asset aziendali, strano che sia un asset per molti è una visione, un comportamento naturale, ma ad altri oggi, bisogna mostrare ed insegnare la via dell’onestà intellettiva, dell’informazione, del confronto. Leggi…

Hello world!

di webmaster - pubblicato in Uncategorized il 17.02.2010 - 23:25

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