Employer branding. Stiamo facendo un corretto uso della parola employer branding?
Sono fortemente convinto che ancora oggi ci sia molta confusione su cosa significhi realmente fare employer branding. Lo dimostra l’uso improprio che alcune aziende fanno dell’espressione employer branding per dimostrare che si sta fecendo qualcosa di interessante o, comunque, ci si sta impegnando verso questa nuova direzione. Forse queste realtà non hanno ancora compreso un fatto molto importante e cioè che l’employer branding esprime principalmenete una strategia o una serie di iniziative volte, ad esempio, ad attrarre i propri candidati. Questo, però, non vuol dire che si debba, per forza, darne comunicazione per far capire a tutti che si sta facendo employer branding. Tanto più se poi l’uso di questa espressione viene, addirittura, inserita nella sezione “career” del proprio web site per comunicare con i porpri candidati target.
Ma siamo veramente convinti che al nostro candidato importi che quello che state facendo per attrarli si chiami employer branding?? Vorrei portare un esempio per rendere il concetto ancora più chiaro. Immaginate di andare al supermercato e di notare che acquistando due prodotti ne potete portare a casa un’altro gratis. Sicuramente sarete attratti da questa particolare offerta. Ma non avete certo letto da nessuna parte che s tratti di strategie promozionali o di marketing. E’ sottinteso che si tratti di una promozione e quindi non è necessario evidenziarlo. E allora perchè mettere sul sito la parola “employer branding” e poi presentare le proprie iniziative rivolte ai vostri candidati target???
Fatelo…. questo employer branding e… basta. Poi se lo stesso sarà efficace i risultati arriveranno.
Di seguito due esempi di aziende che hanno voluto inserire l’espressione “employer branding” sul proprio sito.
Luxottica e Fiorucci
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