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Employer branding. State monitorando il vostro employer brand nella maniera giusta?

Pubblicato in Employer Branding il 17.02.2010 - 8:03

Qualche anno fa lanciai la prima indagine sui Job Seekers (oggi EBPS) con l’obiettivo di stilare un ranking delle Best Employer Of Choice e cioè delle aziende nelle quali si preferisce di più andare a lavorare. Oltre a questo ranking riuscimmo a costruirne anche un altro ma questa volta sulle Best Corporate Brand. Ovviamente i due ranking nascevano da due domande ben precise e ben distinte tra loro.
Il primo ranking (Best EOC) era il risultato della domanda: “in quale azienda preferisci andare a lavorare?” mentre il secondo ranking (Best CB) era il risultato della domanda “quale azienda ritieni abbia l’immagine più accattivante?”.
Perchè ho voluto ritornare su questo argomento? Perchè ritengo sia fondamentale per capire alcuni aspetti essenziali di una strategia di employer branding.
La diversa posizione che un’azienda ha sui due ranking sopra citati aiuta a comprendere meglio questi aspetti.
Un’azienda può, infatti, essere desiderata come luogo di lavoro ma non necessariamente avere un buon apprezzamento come immagine istituzionale. In realtà avviene spesso il contrario. E cioè che un buon piazzamento come Corporate non vuol dire un altrattento buon piazzamento come employer desiderato.
Accorgersi di questa differenza è assolutamente importante perchè fa capire come un brand molto conosciuto non giustifichi ne un apprezzamento positivo dello stesso a livello istituzionale ne tanto meno un apprezzamento positivo come datore di lavoro.
Ricordo che a seguito della pubblicaione dei due ranking sui giornali fui chiamato dal dir. del Personale di una nota impresa il quale aveva notato come il nome dell’azienda risultasse avere un ottimo posizionamento tra le best corporate ma un posizionamento decisamente negativo tra le best employer of choice.
Discutemmo a lungo cercando di condividere il problema ma soprattutto prendendo consapevolezza della peculiarità di questo risultato.
Ebbene questa azienda, dopo avere compreso il problema, ha deciso di indirizzare meglio i porpro sforzi in termini di employer branding nel tentativo di eliminare questa enorme “forbice” (differente apprezzamento come corporate ed employer)e cercando, prima di tutto, di capirne le reali motivazioni sottostanti.
Ecco, questo è un esempio di monitotaggio del brand dal quale è possibile capire da dove si può partire per sviluppare una strategia di employer branding. Ovviamente questa azienda oggi è riuscita a raggiungere un ottimo posizionamento tra le best employer of choice.
Ho avuto modo di risentire il Dir. del Personale di questa azienda a distanza di tempo è abbiamo, con grande entusiasmo, condiviso questa notevole performance tanto da farne diventare un case study.
Non so se anche a voi è capitato di valutare questi aspetti critici del brand della vostra azienda ma se non l’avete ancora fatto vi suggerisco di farlo. Potreste rimanere sorpresi da ciò che riuscirete a scoprire.

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