Employer Branding e Social Recruiting. Più recruiting diretto e meno engagement dei candidati: lo dice l’indagine social recruiting trend survey 2011
Sono circa 320 le aziende che hanno partecipato all’indagine iniziata a settembre e terminata a dicembre 2011. L’obiettivo dello studio era fornire una fotografia sul reale utilizzo dei social media nelle attività di recruiting ed employer branding e su come gli stessi sono utilizzati.
Il campione che ha risposto all’indagine è composto per il 73% di aziende, 13% di Hr Consultants e/o head hunting e un 13% di società specializzate in attività di recruiting.
Chi ha risposto alle domande è prevalentemente un manager o un direttore di staffing (28%), un recruiter (22%), uno human resources generalist (16%), un direttore HR (16%) ed un consulente (12%).
La maggior parte delle aziende (62%) sono medio-piccole (considerando anche gli uffici in Italia delle multinazionali) con un numero totale di dipendenti tra le 100 e le 1.000 unità. Le altre (38%) hanno dimensioni più elevate tra i 1.000 ed i 5.000 dipendenti.
Più del 36% delle realtà coinvolte provengono dal settore dei servizi, il 26% dall’industriale-manifatturiero e il 12% dal settore ICT-informatica.
Dall’indagine emerge in maniera chiara come in Italia prevalga ancora un uso diretto dei social media finalizzato a soddisfare soprattutto esigenze di recruiting per ricerche in corso. Il 57% delle aziende intervistate, infatti, usa i social media come canale di recruiting diretto, il 38% per approfondire le conoscenze ed il profilo dei candidati, il 37% per pubblicare job posting (gratuitamente) ed il 35% per promuovere il proprio employer brand.
Da sottolineare inoltre che più del 14% delle aziende non utilizza ancora tali strumenti nelle proprie attività di recruiting.
Questi dati dimostrano come le aziende siano ancora ben lontane dal saper muoversi in rete ed, in particolare, nel social web le cui caratteristiche richiedono una maggiore comprensione del suo linguaggio, della natura conversazionale della comunicazione esistente e della potenza della sua interattività e viralità.
In altre parole prevale un uso quasi “banale” dei social media prescindendo dalla sue peculiarità che se meglio comprese potrebbero fornire maggiori vantaggi non necessariamente in termini di recruiting diretto (direct sourcing) ma di creazione di relazioni di lungo periodo (talent relationship management) in grado di sviluppare community di soggetti realmente interessati al proprio employer brand.
La possibilità di costruire stabili rapporti con i propri candidati target è una delle più importanti opportunità offerte dal social web. Ciò richiede però un radicale cambiamento culturale nella gestione e valorizzazione di tali strumenti.
Scarsa è ancora la rilevanza data all’uso dei social media per la promozione del brand anche grazie al supporto dei propri dipendenti (solo il 10% del campione).
Questo è dimostrato anche dal fatto che le aziende usano molto più LinkedIn (quasi l’80%), Facebook (solo il 26%) e molto meno Twitter (14%), Blogs (5%) e YouTube (1,5%).
Ma evidentemente è l’uso che se ne fa che non è ancora coerente con le potenzialità che i differenti social media sono in grado di esprimere.
LinkedIn sebbene sia il social media più usato, come visto prima, è anche quello più sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità soprattutto se lo si considera come valido strumento in grado di promuovere il proprio employer brand facendo leva sulla presenza dei profili dei propri dipendenti che con la loro rete di contatti e le loro interazioni possono assolvere ad un ruolo di ambasciatori del brand (brand ambassadors) e/o costituire una leva efficace per il recruiting anche di candidati passivi (employee referral).
Va poi evidenziato lo scarso uso di Blogs e YouTube che per loro natura si prestano molto più di ogni altra tipologia di social media allo sviluppo di processi di comunicazione più indiretti e nei quali è più efficace promuovere azioni di employer branding narrativo attraverso il cosiddetto storytelling (Andrea Fontana).
La presenza in rete delle aziende è comunque ancora legata all’uso della career page interna al proprio corporate web site (63%), il 39% ha creato un web site dedicato al recruiting. Ma il 46% delle aziende ha anche aperto un propria LinkedIn career group, una sorta di profilo corporate il cui uso deve però ancora manifestarsi in maniera piena e nella direzione di una maggiore attenzione alla costruzione di processi più indiretti di comunicazione. E’ tuttavia ancora molto ridotto l’uso di una Facebook career page (13%) e di una Twitter career page (solo il 5%).
L’ attenzione verso i social media è, nonostante tutto, in rapida crescita e porterà con se sicuramente novità sul comportamento delle aziende rispetto al modo con cui usarli al meglio.
Le aziende saranno chiamate ad affrontare questa sfida e dovranno farlo senza perdere tempo pena la perdita di un’opportunità straordinaria per rafforzare la propria presenza in rete.
Per visualizzare i dati dell’idagine SRTsurvey 2012 clicca QUI










