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Torno su iPad…

di enrico ratto - pubblicato in libri ebook scrittori, media e notizie il 29.01.2010 - 20:49

Torno su iPad per una questione un po’ nostalgica. Al di là di critiche più o meno viscerali verso le funzioni o le non funzioni di iPad, e tutti i confronti, quello che un po’ mi rattrista (passatemi il termine, ovvia l’accezione “leggera” del rattristamento, si sta parlando di una tavoletta d’alluminio) è tutto il discorso intorno alle licenze in cui sta cascando Apple. Insomma, Apple stringerà accordi con Bing o con Google, con Amazon o si farà l’ibook store da sola, con Verizon o con At&T, e in Italia con Vodafone o con Tim… penso con un po’ di nostalgia a dieci anni fa, quando gli iMac colorati arancioni, azzurri, erano il massimo perchè facevano il loro dovere, senza pensare alle licenze, alle partnership, agli accordi commerciali: c’erano, certo – Office dentro o fuori il Mac? E Netscape vs Explorer? – ma forse per noi che andavamo a comperare un Mac era lo stesso, sapevamo che era qualcosa di unico (design e semplicità) e di affidabile (non mi si è ancora rotta la fessura del cd del G4, dopo 6 anni). Oggi io stesso mi chiedo se l’accordo con Google salterà – e si farà quello con microsoft – le mie mappe che fine faranno? E se Adobe non aggiornasse più per Mac? Mi sembra ci siano troppi uffici legali intorno a questa tavoletta di alluminio che, in fondo, andrebbe portata a casa con tanta sana passione…

Che ne penso dell’iPad?

di enrico ratto - pubblicato in libri ebook scrittori, media e notizie il 28.01.2010 - 17:20

Sarò molto personale. In una email arrivata questa mattina, Nicolò Occhipinti (il fondatore di Eccellere) mi chiedeva molto semplicemente che ne pensassi dell’iPad. Gli rispondo tramite blog. E’ un commento molto a caldo, che potrà mutare non appena ne prenderò in mano uno e lo accenderò.

Utilizzo un netbook Compaq (quindi mondo PC) da un anno, l’unico PC che abbia mai acquistato, la mia unica (e penso ultima) volta in mondo Windows. Ovvio che un oggetto leggero, da portare sempre con sè in borsa, era quello che aspettavo. Dopo un anno di utilizzo di un netbook mi chiedo però se mi serve davvero un nuovo portatile di piccolissime dimensioni, quando posso avere due strumenti:
- l’iPhone, diciamo così, per le emergenze: controllare la posta senza rispondere o con risposte brevi (la tastiera è quello che è), controllare le notizie sui portali, utilizzare twitter, postare cose brevissime sul blog con le applicazioni wordpress e blogger. Ah, be’, telefonare…
- un Mac serio (un Mac Book 14”?) portatile, in grado di fare tutto ciò che il mio Mac da tavolo dell’ufficio fa.
C’è ancora spazio per un iPad? Da quando utilizzo un netbook ho capito che, nella realtà, il problema di peso non è un reale problema, è un alibi che molti di noi si sono creati per giustificare l’acquisto di un netbook. Il MacBook 14” è trasportabile, è sostenibile in un treno sulle ginocchia, bisogna ricordarselo quando lo si appoggia sul tavolo di una reception, quanto un netbook.

Ma veniamo alle cose teniche: che cosa dovrebbe avere iPad per convincermi che ci vuole qualcosa, una via di mezzo, tra un iPhone (eccellente) e un MacBook (o Air, eccellenti entrambi)?
- l’accensione immediata delle applicazioni: non un lento avvio, classico, da notebook.
- una memoria (hard disk, non ram) pari ad un Mac medio (64 Gb? Il mio iPod ne ha 120 di Gb e dentro ci metto tutta la musica, tutti i podcast e tutto l’archivio fotografico: ho ancora circa 13 Gb liberi. Oggi è poi disponibile l’iPod 160 Gb, appena regalato)
- la possibilità di installare qualsiasi software, anche i classici della Adobe. Nel mio netbook (PC) ho installato Gimp, gestisco con qualche lentezza tutte le immagini e le pubblico. Su iPhone effettivamente le applicazioni di elaborazione immagini sono un po’ misere, un photoshop serio non c’è. Se non posso installare Photoshop, Illustrator, Dreamweaver su iPad, non ha molto senso.
- lettore di ebook che non appesantisca la vista: uno dei meriti di kindle è l’assenza di video luminoso e quindi non stancante per gli occhi. Spesso leggo testi su iPhone, e non è un problema di ampiezza dello schermo (i caratteri sono sufficientemente grandi), il problema grave è la retro-luminosità.
- lasciamo stare la batteria sostituibile, vedo che iPod e iPhone funzionano bene da tempo con la prima batteria, e facilmente saranno superati prima che sia necessario sostituirla.

Tutto questo, considerando l’utilizzo “personale” del device. Penso invece si apriranno grandi possibilità per i cataloghi commerciali di prodotto, non sostenibili sui lettori ebook (sono b/n), difficili da sostenere su normali notebook (c’è sempre quello schermo tra cliente e venditore), con un reale futuro (anche vista la semplicità con cui si scaricano gli aggiornamenti delle App e quindi dei cataloghi) su iPad.

Spero che tutto ciò venga smentito (o le speranze, confermate) non appena ne prenderò in mano uno.

Saper innovare nella vita? E’ in uscita Linchpin di Seth Godin

di enrico ratto - pubblicato in libri ebook scrittori il 21.01.2010 - 9:14

Nova24 pubblica oggi il reportage da New York di Simone Brunozzi (www.brunozzi.it) sulla presentazione del libro di Seth Godin, Linchpin, in uscita il 26 gennaio. I Linchpin “sono quelle persone che nel loro lavoro, nella loro vita, si distinguono dai manager o dai lavoratori, perchè inventano, innovano, “make things happen”, in un mondo sempre più standardizzato e anonimo, sono quelli che possono godere delle maggiori liberà e soddisfazioni”.

Alcuni ottimi spunti dal reportage:
- Seth Godin saluta così, tra il pubblico, il giornalista italiano “Simone, the italian guy?”. Un’espressione, un atteggiamento, che mi ricorda molto l’America, con sana invidia.
- il costo VIP per la presentaizone del libro? 100 dollari.
- l’anteprima del libro per 3000 persone? 30 dollari.

Innovare significa anche generare business (o donazioni, come in questo caso) in maniera differente, indiretta (ricordate Chris Anderson?), in cui ogni valore realmente generato è riconosciuto con un pagamento, e ogni pagamento corrisponde ad un valore realmente generato (ottenere la prima copia del libro, ottenere un posto in prima fila ad una presentazione-performance).

E se le liste twitter servissero a creare reputazione?

di enrico ratto - pubblicato in media e notizie il 19.01.2010 - 14:37

Interessante punto di vista espresso in un post di 123 people, Twitter come indice di reputazione. L’idea è che le liste di Twitter, che tutti noi creiamo per organizziamo i nostri contatti, siccome pubbliche e visitabili da chiunque (se non viene impostata la modalità “privata”) possano diventare un metodo per misurare la reputazione dei nostri “following”, delle persone che abbiamo deciso di seguire.
Prima classificazione: in quale categoria viene inserito il contatto? News, politica, finanza? Un uomo di banca inserito nel 70% dei casi nella lista “politics”, si sarà “posizionato” nel modo corretto?
Seconda classificazione: accanto a chi sono stato inserito? Ognuno di noi crea liste di notizie, magari con aggiornamenti frequenti di timeline, ma che visitiamo raramente, mentre vengono create liste di persone che twittano il giusto e in modo intelligente, interessante, e sui quali focalizziamo la nostra attenzione. In quale compagnia ci hanno messo i nostri followers?

Incontro con gli studenti dell’Università di Bergamo: presentato il caso Eccellere

di enrico ratto - pubblicato in Rubriche Eccellere, eventi il 18.01.2010 - 19:37

Questo è il power point presentato agli studenti dell’Università di Bergamo (corso tenuto da Prof. Daniela Andreini) questa mattina, lunedì 18 gennaio 2010. Si è parlato di ecommerce e comunicazione on line, con i casi di studio CPL, CPL Fabbrika ed Eccellere.com.

Appunti da incontro Apogeo sul mercato degli ebook

di enrico ratto - pubblicato in eventi, libri ebook scrittori il 15.01.2010 - 14:32

Oggi, venerdì 15 gennaio 10, Apogeo ha organizzato nei suoi uffici di Milano un interessante incontro sul mercato in espansione degli ebook. Questi sono gli appunti dell’incontro.

Giuseppe Granieri. Il punto di vista degli editori. Contesto turbolento, che obbliga a riorganizzarci continuamente, in un settore tradizionalmente conservativo.
Errato confrontare ebook con libro tradizionale cartaceo. La guerra dei prezzi è il fronte più importante su cui si sta confrontando il mercato libri cartacei vs ebook. Difficile percepire il prezzo e il valore del prodotto culturale. La gente considera comunque gratuite le notizie.
Oggi si attende ingresso di Apple: quando Apple entra in nuovi settori, imposta un nuovo modo di rapportarsi con quel mercato (lo ha fatto con iPod, iPhone). Dove si vendono i libri? Tecnicamente, ovunque. Ma quali saranno le piattaforme di domani? Gli editori come si prepareranno?
Si sta realizzando l’equazione: ebook-Amazon? Il primo “contenitore” darà il nome al mercato?
Il piccolo editore, con un libro classico, non poteva competere con la distribuzione, con l’ebook è molto più semplice.
Oggi gli editori stanno facendo “un piccolo inventario di segnali deboli”, nessuno sa cosa succederà.
Ebook è positivo per esempio per racconti brevi, acquistabili separatamente e non in raccolta.
Oggi l’ebook tutto ciò che è troppo lungo per stare sul web, potrebbe essere distribuito come ebook.
Barriere all’accesso della pubblicazione. Quando il costo di pubblicazione tende a zero, basta un solo lettore per pubblicare, e allora si vanno a prendere le nicchie. Passaggio dal concetto di qualità al concetto di pertinenza.

Marco Croella, Simplicissimus (25.000 ebook reader venduti ad oggi), parla dei formati ebook. L’inchiostro elettronico è una sostanza chimica nel quale sono immersi elementi bianchi e neri e che vengono fatti emergere. E’ una tecnologia “morta”, che non richiede energia. Non ho luce che mi investe, non soffro di fenomeni di luce concorrente. L’esperienza è uguale a quella della lettura su carta.
Linee guida ebook reader: connettività propria wifi o 3G, scrittura, tascabilità, eink. Libri acquisati su Amazon sono protetti e non trasportabili su altre piattaforme se non Kindle. Chiave di volta per tutti i contenuti mobile: acquisto d’impulso. Disagi dei DRM e criptazioni sul cliente “comune”, non sui pirati.

Marco Ferrario: il mercato. Trade è un mercato che si basa sui diritti (le case editrici vivono di diritti). Ottobre 2009 negli USA sono stati venduti $ 18-19 mil ebooks. Il trend è in crescita vertiginosa. Geografia del mercato oggi: non globale oggi. USA, UK, AUS: mercato di lingua inglese c’è offerta di device e libri (600 mil dollari). Mercati dove ci sono i device ma non i contenuti (EU, Hispanic), mercato giapponese vale in mil di dollari quanto l’americano e c’è offerta solo per mobile (libri e comics per 86%). Stanno arrivando cinesi e coreani, che porteranno abbassamento prezzi su fascia medio-bassa. Il non-trade è caratterizzato da alcuni player come Safari Books on line (joint tra O’Reilly e Pearson), Ebrary (Christopher & John Warmock), Ebsco, ProQuest. Statistica O’Reilly: negli ultimi 24 mesi si vengono venduti 3 ebooks e 1 libro di carta.
Nel mondo Trade nel dicembre 2009: editori hanno deciso di far uscire ebook dopo 4 mesi rispetto al cartaceo; Stephen Covey ha stretto accordi con Amazon; edizioni Random House ha scritto una lettera agli autori in cui dice che i contratti sulla versione digitale erano validi; Borders UK chiude il 23 dicembre. Fasi: trasposizione del cartaceo in digitale; disintermediazione parziale tra autore e lettore (Invisible publishing pone una serie di servizi per l’autore, e l’editore resta nell’ombra, Flatworld Knowlege pone l’attenzione sul lettore, studenti, etc…); self publishing in forte diffusione.

Paola Mazzucchi (AIE). Un ISBN per ogni formato, gli editori devo applicare un isbn per cartaceo, ebook, breil, etc… ogni prodotto un ISBN. Anche per ogni formato di file, per gli ebook, deve essere assegnato un ISBN differente. Un approccio che rifletteva la catena distributiva e il mercato cartaceo. Ma nella realtà la filiera commerciale degli ebook è differente rispetto a quella cartacea.

La sicurezza alimentare in Cina

di enrico ratto - pubblicato in libri ebook scrittori il 14.01.2010 - 15:23

Ho appena ricevuto da Spirali il libro di Zhou Qing “La sicurezza alimentare in Cina”. Un libro messo al bando in Cina, scritto da un giornalista nato a Pechino. Lo leggerò a breve per realizzare l’intervista per Eccellere.

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