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	<title>Blog di Enrico Ratto &#187; media e notizie</title>
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		<title>La fonte del #volcanicash</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 18:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico ratto</dc:creator>
				<category><![CDATA[media e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto seguendo da vicino le notizie sul vulcano islandese: domattina alle 13 avrei un volo per Londra, questa mattina ho cercato le fonti meno rumorose per capire la situazione.
Non è una classifica di chi è stato più bravo a comunicare, ma solo alcune considerazioni libere, quando ancora non so se stanotte questa nube starà al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto seguendo da vicino le notizie sul vulcano islandese: domattina alle 13 avrei un volo per Londra, questa mattina ho cercato le fonti meno rumorose per capire la situazione.</p>
<p>Non è una classifica di chi è stato più bravo a comunicare, ma solo alcune considerazioni libere, quando ancora non so se stanotte questa nube starà al di qua o al di là delle Alpi.</p>
<p>Questa mattina presto ho cercato su Twitter le fonti migliori: @boeingairplanes @heathrow_airoport e @gatwick_airport alle 6.30 di venerdì scrivevano con massimo rigore (140 caratteri sono sufficienti) la situazione: aeroporti chiusi fino alle 19 (orario poi posticipato alle 7 di domattina), non andare in aeroporto, vi faremo sapere con il prossimo aggiornamento delle 8.30. @heathrow_airport addirittura rispondeva (@gino @enrico @mark) a vari messaggi personali, scrivendo di avere pazienza, che prima o poi sarebbero potuti partire per le vacanze, o per il viaggio d&#8217;affari.</p>
<p>L&#8217;hastag #volcanicash è stato utile, ma c&#8217;è stato qualche rumore di fondo, persone più interessate all&#8217;atmosfera in Islanda che non alla situazione dei voli, forse definire un ashtag più ristretto sarebbe stato utile.</p>
<p>Il sito RyanAir è stato molto aggiornato, molto più preciso di Alitalia e Air France, usciti in Home Page con una notizia sulla nube, ma nulla di più su biglietti, voli cancellati, rimborsi. RayanAir ha invece focalizzato l&#8217;attenzione sull&#8217;assistenza ai passeggeri.</p>
<p>Queste sono state le mie fonti, più qualche incursione su corriere.it e repubblica.it, in cui però si notava l&#8217;immenso divario: notizia relegata in decima posizione già dalla tarda mattinata (in Italia vende la politica, non la vita reale), orari imprecisi (del tipo &#8220;aeroporti chiusi almeno altre 48 ore&#8221;: da quando? le notizie certo, magari prorogatelo col passare del tempo, ma che siano le 7 o le 13); folklore con interviste poco utili ai viaggiatori in partenza.</p>
<p>Mi hanno infine raccontato del Tg1, e qui non vorrei fare della retorica: grandi imprecisioni, però per chi raccontava la televisione era l&#8217;unica fonte, sui rimborsi, grandi confusioni sui biglietti prenotati tramite agenzia o direttamente on line (e le agenzie on line? troppi distinguo, meglio semplificare?), molto dramma e poca informazione.</p>
<p>Ragionavo poco fa su un comune denominatore a tutte le mie fonti, e sulla differenza con chi ha appreso gli aggiornamenti tramite Tv o Radio. Per caso, per inclinazione personale, per abitudine, le mie fonti erano pressochè primarie, dirette. Ma non è stato necessaria alcuna entratura tra i controllori di volo o tra il top management delle compagnie aeree, è bastato individuare un ashtag, un avatar twitter e qualche indirizzo www. Chi mi ha raccontato del Tg, aveva solo notizie da fonti indirette, mediate, interpretate.<br />
Questo è il bello degli apparecchi che ci portiamo dietro, e a cui, fortunatamente, ci stiamo abituando ogni giorno di più.</p>
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		<title>In Italia esistono nativi digitali?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico ratto</dc:creator>
				<category><![CDATA[media e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un paio di settimane si discute tra pro e contro &#8220;Nativi Digitali&#8221;, per capirci, giovanissimi che a due anni hanno digitato la parola &#8220;papà&#8221; e oggi sono pagati per scrivere-scrivere-scrivere sugli spazi web di aziende, blog, social network. In particolare, tutto andava a gonfie vele finchè non si è scoperto che Daniel Brusilvsky, nativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un paio di settimane si discute tra pro e contro &#8220;Nativi Digitali&#8221;, per capirci, giovanissimi che a due anni hanno digitato la parola &#8220;papà&#8221; e oggi sono pagati per scrivere-scrivere-scrivere sugli spazi web di aziende, blog, social network. In particolare, tutto andava a gonfie vele finchè non si è scoperto che Daniel Brusilvsky, nativo digitale americano, anzichè accontentarsi dei 30/40.000 dollari l&#8217;anno per la sua presenza sul web, ha chiesto Apple Air in cambio di recensioni sulla bibbia, Tech Crunch.</p>
<p>Tutto filava liscio, Daniel era stato invitato anche a Capitale Digitale, Roma, finchè<a href="http://marcomassarotto.com/2010/02/06/nativi-micidiali-a-16-anni-gia-chiedono-di-essere-pagati-per-fare-un-post/"> Marco Massarotto</a>, tra i più influenti blogger italiani, non ha chiesto pubblicamente di abbassare i riflettori su questi Nativi Micidiali. Dall&#8217;altra parte, Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, risponde che per un bambino beccato con le mani nella marmellata, ci sono migliaia di giovani &#8220;cervelli digitali&#8221; in grado di scrivere ed innovare, per il bene di tutti noi.</p>
<p>Quello che mi sto chiedendo, ancora una volta per capire se i casi concreti debbano essere importati dalla San Francisco Bay, è quanto è reale in Italia il fenomeno dei nativi digitali. Conoscete aziende che utilizzano giovanissimi consulenti? Conoscete strutture, enti, associazioni, che si affidano all&#8217;intuito di un Nativo Digitale?</p>
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		<title>Un manuale di wordpress</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico ratto</dc:creator>
				<category><![CDATA[media e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il successo che sta riscontrando in queste ultime ore il nostro invito ai lettori, appassionati, fan, partner, di aprire un blog su Eccellere, ci ha spediti su Google a cercare una guida &#8211; semplice &#8211; di utilizzo di Word Press, la piattaforma su cui vivono i Blog di Eccellere. Ecco che cosa abbiamo trovato, scaricate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il successo che sta riscontrando in queste ultime ore il nostro invito ai lettori, appassionati, fan, partner, di aprire un blog su Eccellere, ci ha spediti su Google a cercare una guida &#8211; semplice &#8211; di utilizzo di Word Press, la piattaforma su cui vivono i Blog di Eccellere. Ecco che cosa abbiamo trovato, scaricate pure e diffondete:</p>
<p><a href="http://www.danieleimperi.it/risorse-web/guide/guida-a-wordpress-per-principianti/" target="_blank">Guida Word Press per principianti</a></p>
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		<title>Torno su iPad&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 19:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico ratto</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri ebook scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[media e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Torno su iPad per una questione un po&#8217; nostalgica. Al di là di critiche più o meno viscerali verso le funzioni o le non funzioni di iPad, e tutti i confronti, quello che un po&#8217; mi rattrista (passatemi il termine, ovvia l&#8217;accezione &#8220;leggera&#8221; del rattristamento, si sta parlando di una tavoletta d&#8217;alluminio) è tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno su iPad per una questione un po&#8217; nostalgica. Al di là di critiche più o meno viscerali verso le funzioni o le non funzioni di iPad, e tutti i confronti, quello che un po&#8217; mi rattrista (passatemi il termine, ovvia l&#8217;accezione &#8220;leggera&#8221; del rattristamento, si sta parlando di una tavoletta d&#8217;alluminio) è tutto il discorso intorno alle licenze in cui sta cascando Apple. Insomma, Apple stringerà accordi con Bing o con Google, con Amazon o si farà l&#8217;ibook store da sola, con Verizon o con At&amp;T, e in Italia con Vodafone o con Tim&#8230; penso con un po&#8217; di nostalgia a dieci anni fa, quando gli iMac colorati arancioni, azzurri, erano il massimo perchè facevano il loro dovere, senza pensare alle licenze, alle partnership, agli accordi commerciali: c&#8217;erano, certo &#8211; Office dentro o fuori il Mac? E Netscape vs Explorer? &#8211; ma forse per noi che andavamo a comperare un Mac era lo stesso, sapevamo che era qualcosa di unico (design e semplicità) e di affidabile (non mi si è ancora rotta la fessura del cd del G4, dopo 6 anni). Oggi io stesso mi chiedo se l&#8217;accordo con Google salterà &#8211; e si farà quello con microsoft &#8211; le mie mappe che fine faranno? E se Adobe non aggiornasse più per Mac? Mi sembra ci siano troppi uffici legali intorno a questa tavoletta di alluminio che, in fondo, andrebbe portata a casa con tanta sana passione&#8230;</p>
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		<title>Che ne penso dell&#8217;iPad?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 16:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico ratto</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri ebook scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[media e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarò molto personale. In una email arrivata questa mattina, Nicolò Occhipinti (il fondatore di Eccellere) mi chiedeva molto semplicemente che ne pensassi dell&#8217;iPad. Gli rispondo tramite blog. E&#8217; un commento molto a caldo, che potrà mutare non appena ne prenderò in mano uno e lo accenderò.
Utilizzo un netbook Compaq (quindi mondo PC) da un anno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò molto personale. In una email arrivata questa mattina, Nicolò Occhipinti (il fondatore di Eccellere) mi chiedeva molto semplicemente che ne pensassi dell&#8217;iPad. Gli rispondo tramite blog. E&#8217; un commento molto a caldo, che potrà mutare non appena ne prenderò in mano uno e lo accenderò.</p>
<p>Utilizzo un netbook Compaq (quindi mondo PC) da un anno, l&#8217;unico PC che abbia mai acquistato, la mia unica (e penso ultima) volta in mondo Windows. Ovvio che un oggetto leggero, da portare sempre con sè in borsa, era quello che aspettavo. Dopo un anno di utilizzo di un netbook mi chiedo però se mi serve davvero un nuovo portatile di piccolissime dimensioni, quando posso avere due strumenti:<br />
- l&#8217;iPhone, diciamo così, per le emergenze: controllare la posta senza rispondere o con risposte brevi (la tastiera è quello che è), controllare le notizie sui portali, utilizzare twitter, postare cose brevissime sul blog con le applicazioni wordpress e blogger. Ah, be&#8217;, telefonare&#8230;<br />
- un Mac serio (un Mac Book 14&#8221;?) portatile, in grado di fare tutto ciò che il mio Mac da tavolo dell&#8217;ufficio fa.<br />
C&#8217;è ancora spazio per un iPad? Da quando utilizzo un netbook ho capito che, nella realtà, il problema di peso non è un reale problema, è un alibi che molti di noi si sono creati per giustificare l&#8217;acquisto di un netbook. Il MacBook 14&#8221; è trasportabile, è sostenibile in un treno sulle ginocchia, bisogna ricordarselo quando lo si appoggia sul tavolo di una reception, quanto un netbook.</p>
<p>Ma veniamo alle cose teniche: che cosa dovrebbe avere iPad per convincermi che ci vuole qualcosa, una via di mezzo, tra un iPhone (eccellente) e un MacBook (o Air, eccellenti entrambi)?<br />
- l&#8217;accensione immediata delle applicazioni: non un lento avvio, classico, da notebook.<br />
- una memoria (hard disk, non ram) pari ad un Mac medio (64 Gb? Il mio iPod ne ha 120 di Gb e dentro ci metto tutta la musica, tutti i podcast e tutto l&#8217;archivio fotografico: ho ancora circa 13 Gb liberi. Oggi è poi disponibile l&#8217;iPod 160 Gb, appena regalato)<br />
- la possibilità di installare qualsiasi software, anche i classici della Adobe. Nel mio netbook (PC) ho installato Gimp, gestisco con qualche lentezza tutte le immagini e le pubblico. Su iPhone effettivamente le applicazioni di elaborazione immagini sono un po&#8217; misere, un photoshop serio non c&#8217;è. Se non posso installare Photoshop, Illustrator, Dreamweaver su iPad, non ha molto senso.<br />
- lettore di ebook che non appesantisca la vista: uno dei meriti di kindle è l&#8217;assenza di video luminoso e quindi non stancante per gli occhi. Spesso leggo testi su iPhone, e non è un problema di ampiezza dello schermo (i caratteri sono sufficientemente grandi), il problema grave è la retro-luminosità.<br />
- lasciamo stare la batteria sostituibile, vedo che iPod e iPhone funzionano bene da tempo con la prima batteria, e facilmente saranno superati prima che sia necessario sostituirla.</p>
<p>Tutto questo, considerando l&#8217;utilizzo &#8220;personale&#8221; del device. Penso invece si apriranno grandi possibilità per i cataloghi commerciali di prodotto, non sostenibili sui lettori ebook (sono b/n), difficili da sostenere su normali notebook (c&#8217;è sempre quello schermo tra cliente e venditore), con un reale futuro (anche vista la semplicità con cui si scaricano gli aggiornamenti delle App e quindi dei cataloghi) su iPad.</p>
<p>Spero che tutto ciò venga smentito (o le speranze, confermate) non appena ne prenderò in mano uno.</p>
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		<title>E se le liste twitter servissero a creare reputazione?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 13:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enrico ratto</dc:creator>
				<category><![CDATA[media e notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante punto di vista espresso in un post di 123 people, Twitter come indice di reputazione. L&#8217;idea è che le liste di Twitter, che tutti noi creiamo per organizziamo i nostri contatti, siccome pubbliche e visitabili da chiunque (se non viene impostata la modalità &#8220;privata&#8221;) possano diventare un metodo per misurare la reputazione dei nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante punto di vista espresso in un post di 123 people, <a href="http://http://www.123people.it/blog/le-liste-di-twitter-come-indice-di-reputazione/" target="_blank">Twitter come indice di reputazione</a>. L&#8217;idea è che le liste di Twitter, che tutti noi creiamo per organizziamo i nostri contatti, siccome pubbliche e visitabili da chiunque (se non viene impostata la modalità &#8220;privata&#8221;) possano diventare un metodo per misurare la reputazione dei nostri &#8220;following&#8221;, delle persone che abbiamo deciso di seguire.<br />
Prima classificazione: in quale categoria viene inserito il contatto? News, politica, finanza? Un uomo di banca inserito nel 70% dei casi nella lista &#8220;politics&#8221;, si sarà &#8220;posizionato&#8221; nel modo corretto?<br />
Seconda classificazione: accanto a chi sono stato inserito? Ognuno di noi crea liste di notizie, magari con aggiornamenti frequenti di timeline, ma che visitiamo raramente, mentre vengono create liste di persone che twittano il giusto e in modo intelligente, interessante, e sui quali focalizziamo la nostra attenzione. In quale compagnia ci hanno messo i nostri followers?</p>
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