I BLOG DI ECCELLERE Rubriche | News | Lavoro | Contatti | APRI IL TUO BLOG 

 

Alcune riflessioni (pratiche) sugli effetti della crisi

Pubblicato in imprese il 24.06.2010 - 15:06

Non aspettatevi lezioni accademiche di economia. Scrivo questo post sulla base di molte testimonianze raccolte (e vissute) tra le piccole e medie imprese italiane. Ecco due aspetti della crisi:

- i fornitori, gli importatori in particolare, non hanno nulla a magazzino. Ci sono aziende innovative, in grado di mantenere quote di mercato e, in alcuni casi, crescere. Ma non riescono a far funzionare il ciclo degli approvvigionamenti del prodotto, non c’è tempestività. Alcune aziende sono costrette a supportare finanziariamente l’importatore, pagando in anticipo affinchè il fornitore riesca ad acquistare i macchinari. Gran parte del commercio si basa su business finanziari (poter acquistare in anticipo per rivendere nel tempo), e se non c’è solidità finanziaria delle aziende, il meccanismo si interrompe.

- prezzi: ci sono due tipi di reazione ai momenti di crisi. Aumentare i prezzi o diminuirli. E’ evidente che al crescere della competizione (anche su fronti internazionali) i prodotti/servizi subiscono deflazione continua. Nel settore tecnologico ciò rappresenta la normalità (legge di Moore). Si tratta di saper rinnovare i servizi, o la gamma prodotti, in modo da anticipare sempre la deflazione, e continuare a nuotare sulla parte alta dell’onda. Alcune aziende hanno capito questo meccanismo deflattivo, e lo hanno anticipato. Il loro fatturato è rimasto invariato. Altre, non lo hanno capito, e allora reagiscono: le unità di servizi e dei prodotti venduti diminuiscono, e l’azienda aumenta incredibilmente il “prezzo unitario”, sperando di mantenere in pareggio il fatturato. E’ evidente come questo sia un meccanismo di brevissimo periodo.

Entrambe le reazioni sono dovute allo stress, all’improvvisazione, alla scarsa propensione al cambiamento. Le PMI sono più soggette, rispetto alle grandi aziende, allo stress: le reti di protezione sono minime, e il fatturato è molto più sensibile ai piccoli cambiamenti.

1 Commento finora- Aggiungi il tuo commento»

Trackbacks e Pingbacks

Pubblica una risposta