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La fonte del #volcanicash

Pubblicato in media e notizie il 16.04.2010 - 19:56

Sto seguendo da vicino le notizie sul vulcano islandese: domattina alle 13 avrei un volo per Londra, questa mattina ho cercato le fonti meno rumorose per capire la situazione.

Non è una classifica di chi è stato più bravo a comunicare, ma solo alcune considerazioni libere, quando ancora non so se stanotte questa nube starà al di qua o al di là delle Alpi.

Questa mattina presto ho cercato su Twitter le fonti migliori: @boeingairplanes @heathrow_airoport e @gatwick_airport alle 6.30 di venerdì scrivevano con massimo rigore (140 caratteri sono sufficienti) la situazione: aeroporti chiusi fino alle 19 (orario poi posticipato alle 7 di domattina), non andare in aeroporto, vi faremo sapere con il prossimo aggiornamento delle 8.30. @heathrow_airport addirittura rispondeva (@gino @enrico @mark) a vari messaggi personali, scrivendo di avere pazienza, che prima o poi sarebbero potuti partire per le vacanze, o per il viaggio d’affari.

L’hastag #volcanicash è stato utile, ma c’è stato qualche rumore di fondo, persone più interessate all’atmosfera in Islanda che non alla situazione dei voli, forse definire un ashtag più ristretto sarebbe stato utile.

Il sito RyanAir è stato molto aggiornato, molto più preciso di Alitalia e Air France, usciti in Home Page con una notizia sulla nube, ma nulla di più su biglietti, voli cancellati, rimborsi. RayanAir ha invece focalizzato l’attenzione sull’assistenza ai passeggeri.

Queste sono state le mie fonti, più qualche incursione su corriere.it e repubblica.it, in cui però si notava l’immenso divario: notizia relegata in decima posizione già dalla tarda mattinata (in Italia vende la politica, non la vita reale), orari imprecisi (del tipo “aeroporti chiusi almeno altre 48 ore”: da quando? le notizie certo, magari prorogatelo col passare del tempo, ma che siano le 7 o le 13); folklore con interviste poco utili ai viaggiatori in partenza.

Mi hanno infine raccontato del Tg1, e qui non vorrei fare della retorica: grandi imprecisioni, però per chi raccontava la televisione era l’unica fonte, sui rimborsi, grandi confusioni sui biglietti prenotati tramite agenzia o direttamente on line (e le agenzie on line? troppi distinguo, meglio semplificare?), molto dramma e poca informazione.

Ragionavo poco fa su un comune denominatore a tutte le mie fonti, e sulla differenza con chi ha appreso gli aggiornamenti tramite Tv o Radio. Per caso, per inclinazione personale, per abitudine, le mie fonti erano pressochè primarie, dirette. Ma non è stato necessaria alcuna entratura tra i controllori di volo o tra il top management delle compagnie aeree, è bastato individuare un ashtag, un avatar twitter e qualche indirizzo www. Chi mi ha raccontato del Tg, aveva solo notizie da fonti indirette, mediate, interpretate.
Questo è il bello degli apparecchi che ci portiamo dietro, e a cui, fortunatamente, ci stiamo abituando ogni giorno di più.

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