Per brevità chiamato Twitter…
Non vorrei aggiungere un contributo personale all’eterna discussione twitter vs facebook: chi tra i due è meglio, perchè lo usi, chi vince. Mi concedo non più di trenta righe, per non rischiare, dopo di chè il testo sarà troncato, non ci saranno “tiny url” a risolvermi il problema…
Innanzitutto, non ci sono spiegazioni utilitaristiche o alta strategia di comunicazione: Facebook è più privato, Linkedin più business, Twitter è privato se ne fai un uso privato, è business se ci lavori… mi sembrano argomentazioni non tanto geek, quanto geek in malafede… E’ una questione istintiva, come dev’essere per questo genere di cose: se prendo in mano l’iPhone e ho voglia di comunicare qualcosa ad altre persone, lo faccio più volentieri con Twitter, tutto qui, è una scelta che si concretizza in mezzo secondo. Non penso, ogni volta, se siano più business-oriented o più friend-oriented le quattro righe che sto per scrivere, queste sono cose da manuali, non da vita vissuta…
Facebook è un fiume in piena totalmente inquinato da una scia di immagini istantanee sfuocate e caricate di traverso, raccolte di album, regali-spam, video amatoriali privi ogni qualità, post continui di materiale che trovi ovunque in rete…
Non che twitter non lo sia, ma non mi è ancora mai capitato di trovarmi l’intera timeline con post totalmente spazzatura, forse nessuno si sogna di farlo, o viene relegato in una lista che non si scorre mai: quei pochi secondi su twitter sono spesi decisamente meglio, lo spam è tenuto sotto controllo, si auto-isola.
Secondo: i commenti. D’accordo l’interazione continua, ma capita di scrivere qualcosa e di non avere alcuna voglia che questa cosa venga commentata, che qualcuno possa dire “mi piace” o “non mi piace” senza pensarci più di una frazione di secondo. Tempo fa cliccai per errore su “partecipo” ad un evento, la notizia apparve sul mio profilo FB e un’amica cliccò su “mi piace”: lei apprezzava la mia partecipazione a qualcosa a cui io stesso mai avrei partecipato.
Su Twitter ci sono i Retweet, un altro pianeta. Un endorsment reale, più selettivo e di qualità rispettto al “mi piace” privo di senso…
Terzo: ci si può permettere di non usare la lingua italiana, si parla come i robot: vista mostra Triennale,bella,andate. E’ il sogno di tutti i comunicatori. E’ la forma di lingua italiana più vicina alla brevità anglosassone: via preposizioni, avverbi, pronomi, congiungizioni, e la frase fila via lo stesso…

20.03.2010 alle 16:50
Ciao Enrico,
ti secca se commento la tua riflessione?
Quello che nasce spontaneo chiedersi è:
Ma tutto questo scorrere di parole, pensieri, ragionamenti…chi li ritroverà mai più?
Ma soprattutto come faccio a mettere da parte lo spam e cogliere solo le riflessioni più interessanti?
C’è un detto che dice “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”…
Attualizzandolo agli strumenti del web sociale potremmo dire:
“dimmi quali “followers” hai e ti diro cosa avrai in cambio”
Non credo si tratti di facebook o frinedfeed o twitter che faccia la differenza ma con chi vuoi o pensi di instaurare una connessione.
Il valore della rete si stabilisce dai punti che da essa sono costituiti. Se all’interno della mia rete avrò infilato l’amico d’infanzia perchè senno si offende se non lo aggiungo, il cugino idem, la sorella della mia ragazza altrettanto….però tra di lor c’è chi non ha ben capito il senso dell’utilità di questi strumenti, o magari l’ha capito a suo uso e costume….allora ecco che la mia rete di valore assume più forme.
Per farla breve, credo semplicemnte che chi usa twitter abbia stabilito delle connessioni più “pulite”…mentre su facebook abbiamo lasciato spazio alla liberta di sentirci tutti un pò più amici e vicini di prima….anche se poi infondo ci incontriamo per strada e non ci salutiamo nemmeno.
29.03.2010 alle 08:09
Volendo sintetizzare in una frase:
segui le persone e non uno specifico social network.
Tra l’altro esiste un prodotto – Nomee, che non ho ancora avuto modo di studiare a fondo, che nasce proprio con questa idea.
Pur apprezzando ed usando molto twitter, non sono molto d’accordo con l’idea che Facebook sia un calderone “inquinato”. Sta diventando sempre di più un aggregatore di notizie e potrebbe tra qualche anno vincere la battaglia in atto per il diventare l’home page dei nostri PC.
29.03.2010 alle 11:39
Grazie Roberto, per la segnalazione di Nomee. Non lo conosco, lo provo anche io e ne parliamo. Seguire il nome di riferimento e non il rumore della timeline, inizia a diventare fondamentale…