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Perchè paragonare Internet ai media tradizionali ci inganna

Pubblicato in Rubriche Eccellere il 05.02.2010 - 17:28

Faccio riferimento ad un articolo pubblicato pochi giorni fa su Eccellere, (Internet è uno spazio sociale: ha ancora senso paragonarlo ai media tradizionali? di Stefano Russo, Nielsen).

Perchè, ci si domanda nell’articolo, durante qualunque convegno coloro che sono convinti che nessuno pensi e viva il presente (e il futuro) quanto loro prende la parola e spiega alle aziende (tipici investitori) che non capiscono nulla di investimenti, che l’investimento pubblicitario televisivo è morto, e che è necessario invece investire nel nuovi Media? Perchè torna sempre questo paragone?
Perchè il paragone è semplice. Siamo abituati a ragionare per media e per alternative. Così come siamo abituati a ragionare per causa/effetto. Si può investire in tv, quotidiani, radio, e internet. Tutte alternative.

In realtà Internet è qualcosa di parallelo, di diverso, uno spazio sociale più che una vetrina. L’investimento tabellare è nato e di fatto esaurito (troppi bassi i prezzi in relazione allo sforzo di produrre contenuti di elevato livello). ;Ma internet è un medium? Effettivamente no. Il computer, il browser è un medium, ma internet è un medium quanto lo è una piazza pubblica. Internet è uno spazio pubblico in cui si espongono punti di vista, si commentano punti di vista.
Mettere in esposizione, promuovere non si addice a internet, si addice alla tv, alla radio. Un’azienda che investe su internet con le stesse modalità con cui approccia una televisione, sarà senz’altro delusa rispetto alle aspettative.

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