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Letture tecniche a tutti i costi?

Pubblicato in libri ebook scrittori il 20.02.2010 - 10:25

Un paio di anni fa avevo ricevuto un libro il cui titolo era più o meno “Letture per manager”, non ricordo bene e non l’ho a portata di mano. Parlava di altro genere di lettura rispetto ai manuali tecnici che professionisti e manager leggono per formare sè stessi e per portare avanti le professioni.

Ebbene, l’anno è cominciato in modo molto intenso, e arrivati al 19 febbraio mi sono reso conto di avere la testa completamente immersa in questioni professionali. Il che non va mai bene. Su twitter la maggior parte delle informazioni che ricevo ed invio riguardano il lavoro, le novità, gli aggiornamenti nel settore di riferimento.

Ieri sera consultavo la mia libreria in cerca di qualcosa di nuovo, quei libri che gli uffici stampa ti mandano, spesso interessanti, ma che poi restano da qualche parte, in attesa di momenti migliori, e di cui in testa se ne ha solo una sintesi. Bene, li ho scartati tutti, con rispetto e stima per gli autori e i loro PR, certo, ma li ho scartati.

Ho tirato fuori un giallo acquistato qualche estate fa, iniziato, lasciato a pagina 80 per ragioni sicuramente pratiche (probabilmente l’estate era finita). Bene, Ed Mc Bain riesce ad essere sempre una grandissima lettura, parla del pannello presenze di Steve Carella all’87° distretto, della squadra Omicidi che non contempla l’assunzione di “neri”, degli stipendi dei detective nella Grande Mela. Ecco qualcosa da cui ricominciare.

2 Commenti finora- Aggiungi il tuo commento»

  1. dvinci 1. dvinci dice:

    Ottima riflessione Enrico.
    Sicuramente il metodo migliore per migliorarsi, gioco di parole voluto, è spaziare con la mente. Non è la profondità di un argomento che ci rende più professionisti di altri ma la capacità di saper adattare la nostra professione a contesti diversi.

    Forse la questione della profondità, è stato ed è tutt’ora uno dei maggiori ostacoli tra la distanza tra mondo accademico e mondo del lavoro….

    Una volta un “umile” saggio di nome Socrate affermo: “So di non sapere” ciò definisce come sia impossibile dedicarsi profondamente ad un solo argomento ma è molto più efficace avere varie competenze. Il rischio altrimenti è quello di essere sempre fuori luogo.

    Ciao buona lettura! ;-)

  2. enricoratto 2. enrico ratto dice:

    Infatti… l’apprendimento tecnico in profondità rende i professionisti competenti, ma resteranno sempre in secondo piano, non avranno mai vera leadership, non riceveranno reali responsabilità. Ne parlavo qualche settimana fa con un amico, il quale per ruolo legge molto di politica ed economia ma per passione avrebbe altri interessi (oltre alla politica ed economia, ovvio, non si escludono le cose), e io notavo un suo raffreddamento, per esempio, verso proposte di arte contemporanea e viaggi, sapendo che erano sue grandi passioni. Diceva di non averne il tempo, e si chiedeva nello stesso tempo della sua crescita, chiamiamola con il suo nome “della sua carriera”. Gli facevo notare come la lettura tecnica, il partecipare esclusivamente a convegni di settore, non avrebbero fatto di lui una persona a cui conferire reali responsabilità, incarichi di gestione strategica.

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