I BLOG DI ECCELLERE Rubriche | News | Community | Cerca Lavoro | Contatti

 

Che ne penso dell’iPad?

Pubblicato in libri ebook scrittori, media e notizie il 28.01.2010 - 17:20

Sarò molto personale. In una email arrivata questa mattina, Nicolò Occhipinti (il fondatore di Eccellere) mi chiedeva molto semplicemente che ne pensassi dell’iPad. Gli rispondo tramite blog. E’ un commento molto a caldo, che potrà mutare non appena ne prenderò in mano uno e lo accenderò.

Utilizzo un netbook Compaq (quindi mondo PC) da un anno, l’unico PC che abbia mai acquistato, la mia unica (e penso ultima) volta in mondo Windows. Ovvio che un oggetto leggero, da portare sempre con sè in borsa, era quello che aspettavo. Dopo un anno di utilizzo di un netbook mi chiedo però se mi serve davvero un nuovo portatile di piccolissime dimensioni, quando posso avere due strumenti:
- l’iPhone, diciamo così, per le emergenze: controllare la posta senza rispondere o con risposte brevi (la tastiera è quello che è), controllare le notizie sui portali, utilizzare twitter, postare cose brevissime sul blog con le applicazioni wordpress e blogger. Ah, be’, telefonare…
- un Mac serio (un Mac Book 14”?) portatile, in grado di fare tutto ciò che il mio Mac da tavolo dell’ufficio fa.
C’è ancora spazio per un iPad? Da quando utilizzo un netbook ho capito che, nella realtà, il problema di peso non è un reale problema, è un alibi che molti di noi si sono creati per giustificare l’acquisto di un netbook. Il MacBook 14” è trasportabile, è sostenibile in un treno sulle ginocchia, bisogna ricordarselo quando lo si appoggia sul tavolo di una reception, quanto un netbook.

Ma veniamo alle cose teniche: che cosa dovrebbe avere iPad per convincermi che ci vuole qualcosa, una via di mezzo, tra un iPhone (eccellente) e un MacBook (o Air, eccellenti entrambi)?
- l’accensione immediata delle applicazioni: non un lento avvio, classico, da notebook.
- una memoria (hard disk, non ram) pari ad un Mac medio (64 Gb? Il mio iPod ne ha 120 di Gb e dentro ci metto tutta la musica, tutti i podcast e tutto l’archivio fotografico: ho ancora circa 13 Gb liberi. Oggi è poi disponibile l’iPod 160 Gb, appena regalato)
- la possibilità di installare qualsiasi software, anche i classici della Adobe. Nel mio netbook (PC) ho installato Gimp, gestisco con qualche lentezza tutte le immagini e le pubblico. Su iPhone effettivamente le applicazioni di elaborazione immagini sono un po’ misere, un photoshop serio non c’è. Se non posso installare Photoshop, Illustrator, Dreamweaver su iPad, non ha molto senso.
- lettore di ebook che non appesantisca la vista: uno dei meriti di kindle è l’assenza di video luminoso e quindi non stancante per gli occhi. Spesso leggo testi su iPhone, e non è un problema di ampiezza dello schermo (i caratteri sono sufficientemente grandi), il problema grave è la retro-luminosità.
- lasciamo stare la batteria sostituibile, vedo che iPod e iPhone funzionano bene da tempo con la prima batteria, e facilmente saranno superati prima che sia necessario sostituirla.

Tutto questo, considerando l’utilizzo “personale” del device. Penso invece si apriranno grandi possibilità per i cataloghi commerciali di prodotto, non sostenibili sui lettori ebook (sono b/n), difficili da sostenere su normali notebook (c’è sempre quello schermo tra cliente e venditore), con un reale futuro (anche vista la semplicità con cui si scaricano gli aggiornamenti delle App e quindi dei cataloghi) su iPad.

Spero che tutto ciò venga smentito (o le speranze, confermate) non appena ne prenderò in mano uno.

3 Commenti finora- Aggiungi il tuo commento»

  1. Nicolò Occhipinti 1. Nicolò Occhipinti dice:

    Concordo con te. Devo anche io constatare che è stata creata un’aspettativa esagerata rispetto a quanto poi presentato da Steve Jobs.
    Durante il suo discorso, mi ha stupito innanzitutto la continua enfatizzazione del prodotto (”fenomenale”, “incredibile”,…). Ma in realtà non veniva mostrata alcuna mirabolante novità rispetto a quanto ormai siamo abituati a vedere sul mercato.
    Un bel prodotto, ma forse averlo definito “magico e rivoluzionario” è sembrato un po’ eccessivo per tutti… anche per i fan di Apple.

  2. Leonardo Bellini 2. Leonardo Bellini dice:

    Ciao Enrico, in effetti leggendo il tuo post ho avuto la sensazione di ripercorrere anchh’io lo stesso flusso di pensiero.. a cosa dovrebbe servirmi un iPad, cosa ci posso fare di più o meglio rispetto ad un net/notebook come un mac book Pro o di meglio rispetto ad un iPhone? Io credo che siano molto realistici ed interessanti gli scenari che prefiguri..anche in chiave di fruizione multimediale come i video e gli audio(libri); da un punto di vista commerciale sarà interessante capire come sarà o si evolveràl’iTunes e quali scenari per questo tipo di telefonone si apriranno..

  3. enricoratto 3. enrico ratto dice:

    Sì, Nicolò, molto enfatizzato e l’uso del termine “rivoluzionario”, già diffuso nei giorni precedenti tra i rumors, suonava stonato in questo senso: dall’ibook al Mac Book, all’iPod, all’iPhone (meno), la storia (della tecnologia e dei media digitali) ha definito “rivoluzionario” il prodotto Apple. Non si fanno definiscono le rivoluzioni a priori, lo faranno gli storici e i biografi, è un atteggiamento comunicativo errato (non sto parlando di stile, ovvio, tutto viene enfatizzato e nella S.F. Bay ancor di più).

    @Leo: la produzione di contenuti sarà davvero il termometro del successo di iPad. Leggevo un bell’editoriale di De Biase oggi sul Sole: con la musica, gli mp3 c’erano già (dunque l’ipod poteva fare business in casa propria, senza convincere nessun’altra realtà a fare investimenti, a crederci), con l’iBook (tra l’altro, ora questo nome verrà già ripreso per qualcosa di totalmente diverso: una libreria on line, un tempo era il laptop colorato della Apple, le cose invecchiano e cambiano forma in soli 10 anni…) il discorso è diverso: i libri digitali necessitano di forti investimenti da parte degli editori, per non parlare dei giornali digitali. La domanda è: i media (libri e news) crederanno in questo device, tanto da investire in sviluppo di nuovi, non tanto formati, quanto metodi di fruizione? Senza questa “rivoluzione”, iPad resterà senz’altro qualcosa che tutti noi compreremo, certo, perchè è bello e perchè siamo curioso, ma non sarà altro che un device da tenere in borsa qualche mese…

Pubblica una risposta





// // forza il codice di Analytics