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Crisi e lavoro: le due facce della medaglia.

di enrico ratto - pubblicato in imprese il 30.01.2012 - 9:12

La particolare congiuntura sociale ed economica che viviamo, mai come prima ha avvicinato i vocaboli “crisi” e “lavoro”, che ci troviamo quotidianamente a pronunciare nei nostri discorsi, quasi fossero diventati parte di una nuova locuzione linguistica.
Spesso il linguaggio non coglie altro che una realtà, un fatto che accade; d’altro canto il refrain “crisi del lavoro” ripetuto e onnipresente genera uno strano fenomeno di enfatizzazione del reale, per cui si producono alcuni effetti psicologici che hanno poco o nulla a che fare con cause e ragioni realmente esistenti.

Quando il problema del lavoro, già per sua stessa natura centrale nella vita dell’uomo, diventa così urgente e sentito, la tentazione di chi non ne possiede uno è quella di puntare al ribasso. Mai come oggi il rischio di chi cerca un impiego, specialmente se è il primo, è quello di porsi nell’atteggiamento del “lavorare per lavorare”, del “basta che sia un impiego”.
La ricerca del lavoro “purchessia” non può che condurre a risultati deludenti; se non si sa ciò che si vuole spesso non si sa nemmeno dove e come cercare, si rischia di non riconoscere il lavoro giusto quando lo si trova e si collezionano pessime figure ai colloqui di lavoro.

Allora, prima di evocare le avverse cause esterne economiche, finanziare, sociali, è fondamentale riportare il fuoco in primo luogo su sè stessi, esaminando onestamente le proprie capacità, competenze e aspirazioni.

Così un laureato in Giurisprudenza che si ponga l’obiettivo della carriera forense non può limitarsi a cercare un lavoro, ma dovrà e potrà porsi seriamente degli interrogativi/imperativi, “cerco lavoro come avvocato penalista, civilista, specializzato in diritto di famiglia o in diritto del lavoro?”, “quale città offre maggiori opportunità per le mie aspirazioni? meglio concentrare la ricerca sulle offerte di lavoro a Torino, Milano e nelle grandi città”, senza essere considerato un illuso ambizioso o uno schizzinoso.

Allo stesso modo, una persona con esperienza, ad esempio nel campo della gestione e organizzazione del personale, può legittimamente non accontentarsi e aspirare ad un avanzamento di carriera, valutando un’offerta di lavoro come dirigente delle risorse umane, incontrando una richiesta sempre più importante sul mercato del lavoro.

Allora, anche chi un impiego già lo ha, ma decide di provare a cambiarlo, chi non si accontenta e punta a qualifiche professionali più soddisfacenti e in grado di valorizzare al meglio la propria già maturata esperienza, deve avere a disposizione canali dedicati, capaci di mettere in atto strategie di matching efficace ed accurato fra i profili e le offerte di lavoro non solo in Italia ma anche in Europa. (experteer.it)

In ultima analisi, è utile sottolineare che il tipo di lavoro ci definisce e forma la nostra identità personale e sociale: è giusto allora costruire, mantenere ma anche sviluppare il concetto di sé attraverso di esso, anche quando la crisi del lavoro ci sembra l’unica realtà possibile.

Nuok.it: un gruppo di italiani pieni di idee a New York.

di enrico ratto - pubblicato in media e notizie il 23.03.2011 - 15:52

Oggi Elisa Graci, caporedattrice di Nuok.it, ha risposto ad una mia intervista molto piacevole. Nuok.it è un portale/magazine on line/sito di informazione, non importa la definizione, creato da un grupp di italiani che vive a New York e che ama, come molti di noi, questa città (quando scrivo New York non so mai se definirla con la “c” maiuscola o minuscola… Ed McBain l’ha definita per anni “la Città”)

Nuok.it mi ha inoltre ricordato l’esperienza di anni fa a Mentelocale.it, il portale che da anni racconta la vita culturale, creativa, artistica, giovane di Genova e che mi ha insegnato molto sul giornalismo e sul modo di farlo sul web.

Qui potete trovare l’intervista, buona lettura.

Fare impresa nel mondo 2.0. Se ne parla a Napoli il 4 marzo 2011.

di enrico ratto - pubblicato in eventi il 25.02.2011 - 15:11

Venerdì prossimo, 4 marzo 2011, parteciparò alla tavola rotonda pomeridiana su Fare Impresa nel mondo 2.0 (Napoli, Renaissance Hotel Mediterraneo).

Ecco una sintesi della giornata.

Come usare efficacemente risorse e tecnologia per lanciare servizi e prodotti innovativi di successo e che contribuiscono all’occupazione. A Napoli, il 4 marzo, in un evento gratuito dedicato alle imprese 2.0

Esperienze concrete di aziende e professionisti che dimostrano come è possibile, partendo da una buona idea e da un utilizzo efficace di risorse e tecnologia, lanciare servizi e prodotti innovativi di successo e che contribuiscono all’occupazione. Sarà questo il tema principale di “Fare impresa nel mondo 2.0″, evento che si terrà il 4 marzo a Napoli, presso il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo.

Introdotto dall’Assessorato all’innovazione e Sviluppo del Comune di Napoli, l’incontro si svilupperà in tre tavole rotonde:

* Innovare, crescere, competere: soluzioni e scenari digitali
* Gestire lo start-up, la crescita ed il successo
* Associazionismo e PMI per l’innovazione del Paese in stile Web 2.0

Numerose testimonianze e contributi di operatori e consulenti di startup di impresa e di professionisti del venture capital arricchiranno il dibattito, allo scopo di mettere in luce le opportunità che le ultime tecnologie web 2.0 offrono alle imprese.

Per iscriversi gratuitamente all’evento e per ulteriori informazioni: http://impresaeinnovazione.info/fareimpresa2011/

Speaker professionista?

di enrico ratto - pubblicato in libri ebook scrittori, media e notizie il 14.10.2010 - 14:02

Leggo tramite feed rss dal blog di Simone Brunozzi, e ripubblico/rilancio. Perchè no? Per info, qui.


Care lettrici e cari lettori,
mi servono pochi minuti del vostro tempo.
Ho bisogno di un consiglio, e forse di un piccolo aiuto
.

Come molti di voi sanno, da quasi tre anni lavoro per Amazon.com e ho l’opportunità di presentare in pubblico a conferenze di vario tipo, in giro per il mondo.
Questi sono i miei “numeri” finora:
- Ho partecipato come speaker a circa 300 conferenze/seminari/eventi;
- Circa 35.000 persone hanno assistito ai miei interventi; di queste, circa 600 si sono premurate di ringraziarmi e complimentarsi per il lavoro da me svolto.
- Sono stato considerato “best speaker” 39 volte su 41 (solo 41 delle circa 300 conferenze hanno fornito feedback results e speaker ratings).
- Ho presentato in circa 40 nazioni diverse, in cinque continenti (USA, Europa, Asia, Australia, Africa), principalmente in lingua inglese.
- Il pubblico a cui ho presentato è molto vario, da tecnici, sviluppatori, a ingegneri, sistemisti, a persone “di business”, fino a C-level executives (CEO, CTO, CIO, CFO, eccetera), in settori tecnologici e non.
- Ho trattato di diversi argomenti, in particolare: Cloud Computing, Tecnologia, Online Social Media, E-Commerce, Felicità, Creatività, Innovazione, Globalizzazione.

Da alcuni mesi, ricevo regolarmente proposte di partecipare a conferenze come speaker; l’offerta include la copertura del viaggio, più una “speaker fee”, ovvero un compenso.

Sono già impegnato con Amazon.com, e non intendo, per ora, cambiare professione.

Tuttavia, avrei piacere di “usare” queste opportunità per raccogliere donazioni verso Acumen Fund, un “venture fund” non-profit, ovvero un fondo di investimento che si occupa di finanziare attività che contribuiscano a rendere il mondo migliore.

Per farlo in maniera organica ed organizzata, tuttavia, mi piacerebbe entrare in contatto con organizzazioni o aziende che possano usufruire del mio contributo. Sono disposto a viaggiare ovunque nel mondo, compatibilmente con i miei impegni di lavoro.

Avete consigli da darmi?
In particolare:

- Nomi di aziende che potrebbero essere DIRETTAMENTE interessate ad usufruire di questa mia disponibilità, per esempio aziende che si occupano nello specifico di organizzare conferenze a livello mondiale;
- Nomi di persone che possano avere una funzione analoga a quella di cui sopra;
- Network di “professional speakers” di cui mi converrebbe diventare membro;
- Opportunità specifiche, ad esempio una azienda X per la quale lavorate, e che può essere interessata ad “ingaggiarmi”. Solitamente, un buon punto di partenza è l’ufficio Marketing, o l’ufficio Risorse Umane, o chi si occupa di invitare “Trainers” per i vostri colleghi.

Come detto, ogni consiglio è ben accetto. E’ per una buona causa.
Se questa idea vi solleva dei dubbi, sarei felice di conoscerli e discuterne con voi. Qui sotto, nei commenti, in pubblico.

Infine, sarei molto felice se poteste diffondere questo messaggio tra i vostri contatti, o via Facebook (c’è un bel bottone “Like” all’inizio di questo post), o pubblicandolo nel vostro blog.

Grazie.

Eugea cerca agenti e distributori per l’estero

di enrico ratto - pubblicato in imprese il 01.07.2010 - 10:21

Riprendo in questo spazio la richiesta di Paola Bonomo dal suo blog perchè la trovo molto interessante, una di quelle cose a cui, se possibile, è utile dare una mano.

Questo mese, circa sei mesi dopo che ve l’avevo annunciato, l’università di Bologna ha ceduto la sua quota in Eugea (Ecologia Urbana Giardini e Ambiente) e alcuni soci di Italian Angels for Growth, tra cui io, sono entrati nella compagine societaria, con l’obiettivo di sostenere questa bellissima iniziativa nella sua crescita in Italia e all’estero.

E proprio per l’estero (in primis Germania, UK, Paesi nordici) Eugea cerca agenti e distributori. Occorre stabilire rapporti commerciali con le librerie; i negozi di prodotti naturali/biologici; i negozi di giocattoli intelligenti/educational; i centri di giardinaggio; e i grandi magazzini un po’ chic, che vogliano proporre alla clientela “la biodiversità in città”.
Chi ha i contatti giusti mi faccia sapere; ogni suggerimento è benvenuto.

Trovate il contenuto orginale qui.

Alcune riflessioni (pratiche) sugli effetti della crisi

di enrico ratto - pubblicato in imprese il 24.06.2010 - 15:06

Non aspettatevi lezioni accademiche di economia. Scrivo questo post sulla base di molte testimonianze raccolte (e vissute) tra le piccole e medie imprese italiane. Ecco due aspetti della crisi:

- i fornitori, gli importatori in particolare, non hanno nulla a magazzino. Ci sono aziende innovative, in grado di mantenere quote di mercato e, in alcuni casi, crescere. Ma non riescono a far funzionare il ciclo degli approvvigionamenti del prodotto, non c’è tempestività. Alcune aziende sono costrette a supportare finanziariamente l’importatore, pagando in anticipo affinchè il fornitore riesca ad acquistare i macchinari. Gran parte del commercio si basa su business finanziari (poter acquistare in anticipo per rivendere nel tempo), e se non c’è solidità finanziaria delle aziende, il meccanismo si interrompe.

- prezzi: ci sono due tipi di reazione ai momenti di crisi. Aumentare i prezzi o diminuirli. E’ evidente che al crescere della competizione (anche su fronti internazionali) i prodotti/servizi subiscono deflazione continua. Nel settore tecnologico ciò rappresenta la normalità (legge di Moore). Si tratta di saper rinnovare i servizi, o la gamma prodotti, in modo da anticipare sempre la deflazione, e continuare a nuotare sulla parte alta dell’onda. Alcune aziende hanno capito questo meccanismo deflattivo, e lo hanno anticipato. Il loro fatturato è rimasto invariato. Altre, non lo hanno capito, e allora reagiscono: le unità di servizi e dei prodotti venduti diminuiscono, e l’azienda aumenta incredibilmente il “prezzo unitario”, sperando di mantenere in pareggio il fatturato. E’ evidente come questo sia un meccanismo di brevissimo periodo.

Entrambe le reazioni sono dovute allo stress, all’improvvisazione, alla scarsa propensione al cambiamento. Le PMI sono più soggette, rispetto alle grandi aziende, allo stress: le reti di protezione sono minime, e il fatturato è molto più sensibile ai piccoli cambiamenti.

Farsi trovare sul web: un incontro (tutto sommato, ancora non scontato) per le aziende

di enrico ratto - pubblicato in eventi il 23.06.2010 - 14:46

Lunedì 5 luglio 2010 dalle 18:30 alle 20:00 Enrico Ratto parlerà ad un gruppo di imprenditori sulle tecniche e gli strumenti a disposizione per essere trovati sul web. L’incontro è inserito all’interno del ciclo “Conversazioni sulla Comunicazione” organizzato da DCNC.

Fatti trovare sul web
I motori di ricerca, e Google in particolare, rappresentano la principale fonte di arrivo di visitatori al nostro sito. In questo incontro Enrico Ratto (esperto di SEO, Search Engine Optimization, ed e-commerce dell’agenzia CPL) illustrerà nella pratica come funzionano e soprattutto quali strategie concrete adottare per rendere maggiormente interessante il proprio sito aziendale (vetrina o di ecommerce) ai navigatori e ai clienti.

L’incontro è gratuito e aperto a tutti.

L’incontro si svolgerà presso la
Sala Polivalente Origami, via San Martino 21r, Genova

Per iscriverti invia una mail a info@dcnc.it.

Leggi il calendario completo delle “Conversazioni sulla Comunicazione” organizzate da DCNC.

Comunicazione sanitaria a Genova, Ospedale Galliera, 11 giugno 2010

di enrico ratto - pubblicato in eventi il 02.06.2010 - 15:08

Una giornata all’insegna di case history di eccellenza nella comunicazione in ambito sanitario.
Venerdì 11 giugno 2010, a partire dalle 9, all’Ospedale Galliera si parlerà di progetti e iniziative per migliorare la comunicazione nella sanità. L’evento è promosso da Ferpi Liguria (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e Ospedale Galleria.
Parteciperanno media specializzati a livello nazionale, per la presentazione delle rubriche dedicate alla sanità. A coordinare la mattinata, il Prof. Marco Stancati, docente all’Università La Sapienza, Roma, collaboratore di Eccelere, membro del nostro comitato scientifico.

Project Management: quali le principali ragioni di insuccesso?

di enrico ratto - pubblicato in imprese il 17.04.2010 - 11:01

Ho ricevuto ieri da Hoepli il libro di Antonello Bove “Project Management: la metodologia dei 12 step”. Un manuale di cui ho letto la prima metà durante la notte e questa mattina, un manuale davvero utile, chiaro, poca accademia e molti casi pratici, anzi tutto sommato un giusto mezzo tra metodo e pratica.

Un dato: tra il 1994 e il 2004 sono stati analizzati negli Stati Uniti alcune migliaia di progetti. Il 29% si è concluso con successo; il 71% si è concluso fuori budget, o per ragioni di costo o per ragioni di tempo.

Mi piacerebbe conoscere alcuni limiti della nostra pratica quotidiana di project management. Per esempio, personalmente ho seguito alcuni progetti in cui gli strumenti tecnologici erano inadeguati a gestire il team, i milestone, i budget. Con conseguente perdita di tempo, di informazioni, di spirito di team.
Altri casi, in cui le informazioni, le fonti, non erano condivise. Per cui l’obiettivo comune veniva perso nel tempo, poichè le competenze del team, le informazioni sul progetto e su tutto ciò che gli stava intorno, non avanzavano in sincronia. Per i progetti web, micro-progetti, questo è un fattore su cui porre molta attenzione: sviluppatori, grafici, esperti SEO, responsabili commerciali, devono condividere informazioni in continuo mutamento.

Quali problemi avete riscontrato voi? Non importa che fossero macro-progetti e team strutturati, o micro-progetti con team di 4 persone. Sono curioso, poi magari faremo avere i risultati ad Antonello Bove, che sicuramente sarà intervistato per Eccellere nelle prossime settimane.

La fonte del #volcanicash

di enrico ratto - pubblicato in media e notizie il 16.04.2010 - 19:56

Sto seguendo da vicino le notizie sul vulcano islandese: domattina alle 13 avrei un volo per Londra, questa mattina ho cercato le fonti meno rumorose per capire la situazione.

Non è una classifica di chi è stato più bravo a comunicare, ma solo alcune considerazioni libere, quando ancora non so se stanotte questa nube starà al di qua o al di là delle Alpi.

Questa mattina presto ho cercato su Twitter le fonti migliori: @boeingairplanes @heathrow_airoport e @gatwick_airport alle 6.30 di venerdì scrivevano con massimo rigore (140 caratteri sono sufficienti) la situazione: aeroporti chiusi fino alle 19 (orario poi posticipato alle 7 di domattina), non andare in aeroporto, vi faremo sapere con il prossimo aggiornamento delle 8.30. @heathrow_airport addirittura rispondeva (@gino @enrico @mark) a vari messaggi personali, scrivendo di avere pazienza, che prima o poi sarebbero potuti partire per le vacanze, o per il viaggio d’affari.

L’hastag #volcanicash è stato utile, ma c’è stato qualche rumore di fondo, persone più interessate all’atmosfera in Islanda che non alla situazione dei voli, forse definire un ashtag più ristretto sarebbe stato utile.

Il sito RyanAir è stato molto aggiornato, molto più preciso di Alitalia e Air France, usciti in Home Page con una notizia sulla nube, ma nulla di più su biglietti, voli cancellati, rimborsi. RayanAir ha invece focalizzato l’attenzione sull’assistenza ai passeggeri.

Queste sono state le mie fonti, più qualche incursione su corriere.it e repubblica.it, in cui però si notava l’immenso divario: notizia relegata in decima posizione già dalla tarda mattinata (in Italia vende la politica, non la vita reale), orari imprecisi (del tipo “aeroporti chiusi almeno altre 48 ore”: da quando? le notizie certo, magari prorogatelo col passare del tempo, ma che siano le 7 o le 13); folklore con interviste poco utili ai viaggiatori in partenza.

Mi hanno infine raccontato del Tg1, e qui non vorrei fare della retorica: grandi imprecisioni, però per chi raccontava la televisione era l’unica fonte, sui rimborsi, grandi confusioni sui biglietti prenotati tramite agenzia o direttamente on line (e le agenzie on line? troppi distinguo, meglio semplificare?), molto dramma e poca informazione.

Ragionavo poco fa su un comune denominatore a tutte le mie fonti, e sulla differenza con chi ha appreso gli aggiornamenti tramite Tv o Radio. Per caso, per inclinazione personale, per abitudine, le mie fonti erano pressochè primarie, dirette. Ma non è stato necessaria alcuna entratura tra i controllori di volo o tra il top management delle compagnie aeree, è bastato individuare un ashtag, un avatar twitter e qualche indirizzo www. Chi mi ha raccontato del Tg, aveva solo notizie da fonti indirette, mediate, interpretate.
Questo è il bello degli apparecchi che ci portiamo dietro, e a cui, fortunatamente, ci stiamo abituando ogni giorno di più.