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	<title>Blog di Daniele Vinci &#187; social tools</title>
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		<title>Il ruolo dei gatekeepers&#8230;</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/03/06/il-ruolo-dei-gatekeepers/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
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		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[A Siena si sta sviluppando una corrente innovativa circa l'utilità degli strumenti di relazione tipo web social ( o web 2.0 per chi non può fare a mano di questo termine ).

Rappresentando lo sviluppo dell'innovazione attraverso la curva di Rogers, si individua il ruolo dei gatekeepers come coloro i quali che  "aprono le porte" all'innovazione definendo "la forma" più adatta affinchè l'innovazione possa avere un suo possibile sviluppo.

Parlo di forma adatta perchè l'innovazione non arriva mai alla sua diffusione massima assumendo la sua forma originaria. Parte come se fosse un quadrato e si ritroverà ad essere diffusa come un cerchio. Ciò non nega la sua essenza primaria ma per essere compresa e "adottata" dalla maggioranza avrà bisogno di assumere uno "standard".


In questo processo di trasformazione relativa, individuo il ruolo principale dei gatekeepers come i professionisti della comunicazione e del marketing.

I social media, attraverso l'uso smisurato di piattaforme tipo Facebook hanno assunto una "forma" ( per ricolegarmi al discorso) che non è proprio quella migliore per l'interpreatazione dell'idea iniziale.

L'idea iniziale dei social media è quella di facilitare i processi di relazione e dare la possibilità di continuità del rapporto superando le barriere spazio temporali, e' questa la straordinaria innovazione di questi strumenti, NON la possibilità di conoscere ignoti per invitarli a cena! O scrivere cavolate attraverso uno strumento dalle potenzialità enormi.


Infine, per farla breve, mi chiedo:

Non è che i social tools hanno avuto il loro successo grazie alla "cattiva" interpretazione del loro uso o utilità?

Se molti di quelli che  usano i social tolls( tipo facebook, twitter, i blogs ...)  sapessero concretamente di aver un potenziale  di visibilità enorme avrebbero comunque avuto accesso in massa o ci sarebbe stato un pizzico di risentimento nello sviscerare a chiunque dettagli personali?

Quanta responsabilità hanno i gatekeepers nella diffusione errata di questa tendenza?

Sarà un'ennesima bolla di sapone creata ad arte dai  big-gatekeepers, quelli più influenti, per generare interesse senza avere controllo sull'efficacia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; per lo sviluppo e la comprensione degli strumenti di relazione. ( volendo completare il titolo )</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>A Siena si sta sviluppando una corrente innovativa circa l&#8217;utilità degli strumenti di relazione tipo web social ( o web 2.0 per chi non può fare a mano di questo termine ).</p>
<p>Il 4 Marzo ero presente alla &#8220;conversazione&#8221; di <a href="http://www.bookcafe.net/">Giuseppe Granieri</a> al dipartimento di Comunicazione di Siena.</p>
<p>Un giornata dedicata ad affrontare il ruolo che gli strumenti di interrelazione via web possono assumere all&#8217;interno delle P.A. E&#8217; un progetto dal nome un pò astruso ma dai contenuti molto innovativi, si chiama progetto <a href="http://linus.media.unisi.it/computec/10/seminari.html">Computec</a></p>
<p>La riflessione che faccio è:</p>
<p>Rappresentando lo sviluppo dell&#8217;innovazione attraverso la curva di Rogers, si individua il ruolo dei gatekeepers come coloro i quali che  &#8220;aprono le porte&#8221; all&#8217;innovazione definendo &#8220;la forma&#8221; più adatta affinchè l&#8217;innovazione possa avere un suo possibile sviluppo.</p>
<p>Parlo di forma adatta perchè l&#8217;innovazione non arriva mai alla sua diffusione massima assumendo la sua forma originaria. Parte come se fosse un quadrato e si ritroverà ad essere diffusa come un cerchio. Ciò non nega la sua essenza primaria ma per essere compresa e &#8220;adottata&#8221; dalla maggioranza avrà bisogno di assumere uno &#8220;standard&#8221;.</p>
<p>In questo processo di trasformazione relativa, individuo il ruolo principale dei gatekeepers come i professionisti della comunicazione e del marketing.</p>
<p>I social media, attraverso l&#8217;uso smisurato di piattaforme tipo Facebook hanno assunto una &#8220;forma&#8221; ( per ricolegarmi al discorso) che non è proprio quella migliore per l&#8217;interpreatazione dell&#8217;idea iniziale.</p>
<p>L&#8217;idea iniziale dei social media è quella di facilitare i processi di relazione e dare la possibilità di continuità del rapporto superando le barriere spazio temporali, e&#8217; questa la straordinaria innovazione di questi strumenti, NON la possibilità di conoscere ignoti per invitarli a cena! O scrivere cavolate attraverso uno strumento dalle potenzialità enormi.</p>
<p>Infine, per farla breve, mi chiedo:</p>
<p>Non è che i social tools hanno avuto il loro successo grazie alla &#8220;cattiva&#8221; interpretazione del loro uso o utilità?</p>
<p>Se molti di quelli che  usano i social tolls( tipo facebook, twitter, i blogs &#8230;)  sapessero concretamente di aver un potenziale  di visibilità enorme avrebbero comunque avuto accesso in massa o ci sarebbe stato un pizzico di risentimento nello sviscerare a chiunque dettagli personali?</p>
<p>Quanta responsabilità hanno i gatekeepers nella diffusione errata di questa tendenza?</p>
<p>Sarà un&#8217;ennesima bolla di sapone creata ad arte dai  big-gatekeepers, quelli più influenti, per generare interesse senza avere controllo sull&#8217;efficacia?</p>
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