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	<title>Blog di Daniele Vinci &#187; marketing</title>
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			<item>
		<title>Un barcamp per le pmi</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/04/22/un-barcamp-per-le-pmi/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 20:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa accade quando si vuole provare a trovare un punto di raccordo tra PMI Università e Professionisti della comunicazione?

Accade che nasce l'idea di dare vita ad una giornata di dialogo tra gli attori in causa.

Il luogo d'incontro programmato per l'11 Giugno 2010 a Siena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa accade quando si vuole provare a trovare un punto di raccordo tra PMI Università e Professionisti della comunicazione?</p>
<p>Accade che nasce l&#8217;idea di dare vita ad una giornata di dialogo tra gli attori in causa.</p>
<p>Il luogo d&#8217;incontro programmato per l&#8217;11 Giugno 2010 a Siena</p>
<p>Il contesto è <a href="http://www.pmicamp.it/">pmicamp</a></p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per invitare tutti i professionisti di business eccellere, potrebbe essere occasione di dare un contributo di valore.</p>
<p><a href="http://www.pmicamp.it/"><img class="alignnone" title="pmicamp" src="http://www.pmicamp.it/wp-content/themes/arjuna-x/images/barcamplogoblog.png" alt="" width="302" height="176" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il ruolo dei gatekeepers&#8230;</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/03/06/il-ruolo-dei-gatekeepers/</link>
		<comments>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/03/06/il-ruolo-dei-gatekeepers/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[social tools]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[A Siena si sta sviluppando una corrente innovativa circa l'utilità degli strumenti di relazione tipo web social ( o web 2.0 per chi non può fare a mano di questo termine ).

Rappresentando lo sviluppo dell'innovazione attraverso la curva di Rogers, si individua il ruolo dei gatekeepers come coloro i quali che  "aprono le porte" all'innovazione definendo "la forma" più adatta affinchè l'innovazione possa avere un suo possibile sviluppo.

Parlo di forma adatta perchè l'innovazione non arriva mai alla sua diffusione massima assumendo la sua forma originaria. Parte come se fosse un quadrato e si ritroverà ad essere diffusa come un cerchio. Ciò non nega la sua essenza primaria ma per essere compresa e "adottata" dalla maggioranza avrà bisogno di assumere uno "standard".


In questo processo di trasformazione relativa, individuo il ruolo principale dei gatekeepers come i professionisti della comunicazione e del marketing.

I social media, attraverso l'uso smisurato di piattaforme tipo Facebook hanno assunto una "forma" ( per ricolegarmi al discorso) che non è proprio quella migliore per l'interpreatazione dell'idea iniziale.

L'idea iniziale dei social media è quella di facilitare i processi di relazione e dare la possibilità di continuità del rapporto superando le barriere spazio temporali, e' questa la straordinaria innovazione di questi strumenti, NON la possibilità di conoscere ignoti per invitarli a cena! O scrivere cavolate attraverso uno strumento dalle potenzialità enormi.


Infine, per farla breve, mi chiedo:

Non è che i social tools hanno avuto il loro successo grazie alla "cattiva" interpretazione del loro uso o utilità?

Se molti di quelli che  usano i social tolls( tipo facebook, twitter, i blogs ...)  sapessero concretamente di aver un potenziale  di visibilità enorme avrebbero comunque avuto accesso in massa o ci sarebbe stato un pizzico di risentimento nello sviscerare a chiunque dettagli personali?

Quanta responsabilità hanno i gatekeepers nella diffusione errata di questa tendenza?

Sarà un'ennesima bolla di sapone creata ad arte dai  big-gatekeepers, quelli più influenti, per generare interesse senza avere controllo sull'efficacia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; per lo sviluppo e la comprensione degli strumenti di relazione. ( volendo completare il titolo )</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>A Siena si sta sviluppando una corrente innovativa circa l&#8217;utilità degli strumenti di relazione tipo web social ( o web 2.0 per chi non può fare a mano di questo termine ).</p>
<p>Il 4 Marzo ero presente alla &#8220;conversazione&#8221; di <a href="http://www.bookcafe.net/">Giuseppe Granieri</a> al dipartimento di Comunicazione di Siena.</p>
<p>Un giornata dedicata ad affrontare il ruolo che gli strumenti di interrelazione via web possono assumere all&#8217;interno delle P.A. E&#8217; un progetto dal nome un pò astruso ma dai contenuti molto innovativi, si chiama progetto <a href="http://linus.media.unisi.it/computec/10/seminari.html">Computec</a></p>
<p>La riflessione che faccio è:</p>
<p>Rappresentando lo sviluppo dell&#8217;innovazione attraverso la curva di Rogers, si individua il ruolo dei gatekeepers come coloro i quali che  &#8220;aprono le porte&#8221; all&#8217;innovazione definendo &#8220;la forma&#8221; più adatta affinchè l&#8217;innovazione possa avere un suo possibile sviluppo.</p>
<p>Parlo di forma adatta perchè l&#8217;innovazione non arriva mai alla sua diffusione massima assumendo la sua forma originaria. Parte come se fosse un quadrato e si ritroverà ad essere diffusa come un cerchio. Ciò non nega la sua essenza primaria ma per essere compresa e &#8220;adottata&#8221; dalla maggioranza avrà bisogno di assumere uno &#8220;standard&#8221;.</p>
<p>In questo processo di trasformazione relativa, individuo il ruolo principale dei gatekeepers come i professionisti della comunicazione e del marketing.</p>
<p>I social media, attraverso l&#8217;uso smisurato di piattaforme tipo Facebook hanno assunto una &#8220;forma&#8221; ( per ricolegarmi al discorso) che non è proprio quella migliore per l&#8217;interpreatazione dell&#8217;idea iniziale.</p>
<p>L&#8217;idea iniziale dei social media è quella di facilitare i processi di relazione e dare la possibilità di continuità del rapporto superando le barriere spazio temporali, e&#8217; questa la straordinaria innovazione di questi strumenti, NON la possibilità di conoscere ignoti per invitarli a cena! O scrivere cavolate attraverso uno strumento dalle potenzialità enormi.</p>
<p>Infine, per farla breve, mi chiedo:</p>
<p>Non è che i social tools hanno avuto il loro successo grazie alla &#8220;cattiva&#8221; interpretazione del loro uso o utilità?</p>
<p>Se molti di quelli che  usano i social tolls( tipo facebook, twitter, i blogs &#8230;)  sapessero concretamente di aver un potenziale  di visibilità enorme avrebbero comunque avuto accesso in massa o ci sarebbe stato un pizzico di risentimento nello sviscerare a chiunque dettagli personali?</p>
<p>Quanta responsabilità hanno i gatekeepers nella diffusione errata di questa tendenza?</p>
<p>Sarà un&#8217;ennesima bolla di sapone creata ad arte dai  big-gatekeepers, quelli più influenti, per generare interesse senza avere controllo sull&#8217;efficacia?</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fdanielevinci%2F2010%2F03%2F06%2Fil-ruolo-dei-gatekeepers%2F&amp;linkname=Il%20ruolo%20dei%20gatekeepers%26%238230%3B">Condividi</a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La teoria dei piccoli passi</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/03/02/la-teoria-dei-piccoli-passi/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 19:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa è un blog?
Ma se io apro un blog cosa devo fare dopo?
Mi sono arrivate delle email che mi propongono l'apertura di un profilo facebook, cosa faccio, accetto?
E tante altre domande che trovano giustificazione dal fatto che tutti sono(siamo) consapevoli che prima o poi una mossa dobbiamo farla....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center">&#8220;la teoria dei piccoli passi&#8221;</div>
<p>Accade che le innovazioni talvolta sono sub-inconsce e che serve(ono) alcuni input per innescare il motore che le faccia sviluppare.</p>
<p>E&#8217; il caso affrontato oggi da <a href="http://blog.stefanoepifani.it/">Stefano Epifani</a> in un contesto del tutto Istituzionale ma con il cuore pulsante di un gruppo di imprenditori intenti a capire:</p>
<p>Cosa è un blog?<br />
Ma se io apro un blog cosa devo fare dopo?<br />
Mi sono arrivate delle email che mi propongono l&#8217;apertura di un profilo facebook, cosa faccio, accetto?<br />
E tante altre domande che trovano giustificazione dal fatto che tutti sono(siamo) consapevoli che prima o poi una mossa dobbiamo farla&#8230;.</p>
<p>Tutte cose discusse attraverso un dialogo innescato da <a href="http://www.slideshare.net/stefanoepifani/reti-dimpresa">una presentazione</a> del tutto informale<br />
( quando si dice &#8220;praticare&#8221; il <a href="http://studentefreelance.blogspot.com/2009/10/parlare-di-20-in-modalita-10.html">web 2.0</a> e non &#8220;solo&#8221; <a href="http://studentefreelance.blogspot.com/2010/02/la-comunicazione-che-non-comunica.html">predicarlo</a>&#8220;&#8230;.)      <img src='http://www.blogeccellere.com/danielevinci/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il problema come dicevo su un altro post non è tanto il &#8220;cosa&#8221; ma il <a href="../2010/03/01/come-conversare-con-i-clienti/">Come?</a></p>
<p>Per adesso , ricollegandomi con l&#8217;incipit del post, un piccolo passo è stato fatto, per essere poetici, un primo miracolo oggi è avvenuto&#8230;. i piccoli passi successivi stabiliranno il &#8220;come&#8221;.</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Come conversare con i clienti?</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/03/01/come-conversare-con-i-clienti/</link>
		<comments>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/03/01/come-conversare-con-i-clienti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[marke]]></category>

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		<description><![CDATA[Un confronto tra giornalisti ed esperti marketing e comunicazione, tra questi grandi aziende come Fiat, Microsoft...

Davvero interessante! Mi sorge qualche dubbio, prima di vedere il video,ma presto chiarisco le idee ascoltando le interviste...

Chi può spiegare agli addetti marketing che utilizare strumenti di "conversazione" non può significare "trasferire" informazioni ai clienti? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo spunto da un link segnalato da <a href="http://friendfeed.com/filipporonco/2c8ddd06/rt-toccodizenzero-la-comunicazione-aziendale">Filippo Ronco su FriendFeed.</a></p>
<p>Un confronto tra giornalisti ed esperti marketing e comunicazione, tra questi grandi aziende come Fiat, Microsoft&#8230;</p>
<p>Davvero interessante! Mi sorge qualche dubbio, prima di vedere il video,ma presto chiarisco le idee ascoltando le interviste&#8230;</p>
<p>Chi può spiegare agli addetti marketing che utilizare strumenti di &#8220;conversazione&#8221; non può significare &#8220;trasferire&#8221; informazioni ai clienti?</p>
<p>Il problema, pur se molto lo nascondono, è che chi utilizza questi strumenti , per moda,per strategia aziendale, per necessità&#8230;non è sempre consapevole di ciò che sta facendo o generando.</p>
<p>Come già detto nel <a href="http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/02/18/una-bolla-di-sapone/">precedente post</a>, il caso Fiat 500 o AlfaMito non sono termini di paragone per confermare che un brand che conversa ha successo.  Il perchè è molto semplice&#8230; E&#8217; relativamente facile per una grossa azienda &#8220;provare&#8221; ad utilizzare strumenti social ed aver più successo di altri&#8230; Il problema nasce quando un&#8217;azienda più piccola vuol &#8220;provare&#8221; a conversare con il pubblico.</p>
<p>In quale posizione deve mettersi?  Assumere le vesti di azienda che vuole vendere e far conoscere i propri prodotti, o, dalla parte di chi vuol utilizzare nuove strade di relazione con i clienti?</p>
<p>La cosa migliore è quella di essere trasparenti e leali nei confronti di chi è in relazione con voi, non cercate di vendere attraverso questi canali, è molto meglio <strong>costruire una rete</strong> di contatti. Far assaporare il vostro mondo, i vostri valori ma soprattutto non siate egocentrici, date spazio alla collaborazione ed allo scambio di informazioni.</p>
<p><strong>Condividete</strong> con i vostri clienti informazioni che vanno oltre il vostro prodotto.  Sicuramente questi sono i primi passi verso una relazione continua e costante nel tempo.</p>
<p>Usare questi strumenti in maniera diversa può comportare dei rischi.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Economia delle &#8220;buone azioni&#8221;</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/02/22/economia-delle-buone-azioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[buone azioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia delle buone azioni]]></category>
		<category><![CDATA[progetto economico]]></category>
		<category><![CDATA[teoria economica]]></category>
		<category><![CDATA[trash action]]></category>

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		<description><![CDATA[Per "buone azioni" intendo azioni che noi tutti dovremmo assumere per rendere economicamente sostenibile a lungo termine il nostro ambiente.

Ogni "trash action" riceve un compenso immediato che può consistere in un ritorno in comodità , in termini monetari, in termini di velcità dell'azione...Senza andare molto lontano con le idee pensiamo al fatto di poter "evitare" di buttare materiale ingombrante negli appositi spazi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto riflettendo da un pò sulla possibilità di costruire un progetto abbastanza complesso che ha come obiettivo quello di portare valore immediato alle &#8220;buone azioni&#8221; che un attore di un sistema può produrre.</p>
<p>Il &#8220;difetto&#8221; ( econommicamente parlando) delle buone azioni è che non hanno un corrispettivo &#8220;immediato&#8221;, se non quello morale.</p>
<p>Bisogna avere la capacità di pensare a lungo termine, di credere che la mia buna azione non venga annullata da le atre mille negative etc&#8230;</p>
<p>Per &#8220;buone azioni&#8221; intendo azioni che noi tutti dovremmo assumere per rendere economicamente sostenibile a lungo termine il nostro ambiente.</p>
<p>Ogni &#8220;trash action&#8221; riceve un compenso immediato che può consistere in un ritorno in comodità , in termini monetari, in termini di velcità dell&#8217;azione&#8230;Senza andare molto lontano con le idee pensiamo al fatto di poter &#8220;evitare&#8221; di buttare materiale ingombrante negli appositi spazi.</p>
<p>Secondo voi è credibile che le persone non reciclano nel modo giusto &#8220;SOLO&#8221; per una questione culturale?</p>
<p>Non pensate che ci sia anche la possibilità che la &#8220;buona azione&#8221; venga evitata per una questione di velocità-comodità-risparmio economico?</p>
<p>Non sto assumendo le vesti di moralizzatore, sto cercando di interpretare il fenomeno dal punto di vista logico-economico.</p>
<p>Bene! E&#8217; da questa riflessione che nasce la mia idea progettuale&#8230;&#8221;le buone azioni&#8221; che producono valore &#8220;economico&#8221; IMMEDIATO!</p>
<p>Per saperne di più&#8230; provate a tenervi aggiornati su questo &#8220;schermo&#8221;. Avrò modo di riparlarne.</p>
<p>Nel frattempo, voi cosa ne pensate in merito?</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fdanielevinci%2F2010%2F02%2F22%2Feconomia-delle-buone-azioni%2F&amp;linkname=Economia%20delle%20%26%238220%3Bbuone%20azioni%26%238221%3B">Condividi</a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come le PMI possono sopravvivere oggi</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/danielevinci/2010/02/21/come-le-pmi-possono-sopravvivere-oggi/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 17:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[cleinti]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[consumattore]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla di sociologia dei consumi e di come questa dimostri che il consumatore sia influenzato da opinon leader in grado di convergere l'attenzione su alcuni "temi" piuttosto che altri. E come questo sistema adattato al constesto attuale degli strumenti di interazione online possa permettere di conversare anche off-line.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante la riflessione posta da <a href="http://news.aaa-copywriter.it/2010/02/web-punto-cosa/">Alex Badalic</a> su gli strumenti adatti alla PMI per convergere parte della massa , ormai informe, di noi tutti consum-attori*.</p>
<p>Si parla di sociologia dei consumi e di come questa dimostri che il consumatore sia influenzato da opinon leader in grado di convergere l&#8217;attenzione su alcuni &#8220;temi&#8221; piuttosto che altri;  come questo sistema, adattato al constesto attuale degli strumenti di interazione online, possa permettere di conversare anche off-line.</p>
<p>In merito a ciò io vorrei solo appuntare che la figura dell&#8217;opinion leader nella società moderna ha assunto una veste diversa del passato. La sociologia dei consumi parla(va) di opinion  leader come persone più in vista di altre, con referenze maggiori, classi sociali più agiate&#8230;In un contesto moderno, gli opinon leader possono anche essere temporanei e poco &#8220;sostanziosi&#8221;, talvolta,  sono anche gruppi di persone dello stesso status sociale ma con più &#8220;forza&#8221; di aggregazione di altri.</p>
<p>Cosa ne pensate?</p>
<p>&#8212;&#8212;-</p>
<p>*per consum-attori si intende una nuova figura di consumatore più informato e con maggior percezione del mercato.</p>
<p>Potete approfondire l&#8217;argomento <a href="http://processworking.files.wordpress.com/2009/07/il-consumatore-diventa-consum-attore-protagonista.pdf">qui </a></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fdanielevinci%2F2010%2F02%2F21%2Fcome-le-pmi-possono-sopravvivere-oggi%2F&amp;linkname=Come%20le%20PMI%20possono%20sopravvivere%20oggi">Condividi</a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una bolla di sapone?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo che la teoria condivisa da Roldano sull'asimmetria informativa possa contribuire a capire meglio il fenomeno che stiamo vivendo. Il fenomeno del web 2.0,3.0 e chi più ne ha più ne metta...

Ho quasi l'impressione che quello che si sta "spacciando" per buono sia solo un modo di commentare i commenti già fatti. Nessuna evoluzione di pensiero, nessuna applicabilità d'uso. Le PMI, ma non solo loro, osservano il fenomeno in maniera impassibile. Hanno già vissuto il famoso "crollo del web" del 2001 e non vogliono ricadere.

Mi sembra lecito da parte loro stare attenti ai facili entusiasmi. Ci volgiono persone credibili e "fatti" credibili. Non si può prendere l'esempio delle "500 Fiat" e dell'Alfa MIto per confermare che chi investe in social media vince sicuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che la teoria condivisa da Roldano sull&#8217;<a href="http://www.themarketer.info/20-05-2007/web-al-gusto-di-limone/">asimmetria informativa</a> possa contribuire a capire meglio il fenomeno che stiamo vivendo. Il fenomeno del web 2.0,3.0 e chi più ne ha più ne metta&#8230;</p>
<p>Ho quasi l&#8217;impressione che quello che si sta &#8220;spacciando&#8221; per buono sia solo un modo di commentare i commenti già fatti.</p>
<p>Nessuna evoluzione di pensiero, nessuna applicabilità d&#8217;uso.  Le PMI, ma non solo loro, osservano il fenomeno in maniera impassibile. Hanno già vissuto il famoso &#8220;crollo del web&#8221; del 2001 e non vogliono ricadere.</p>
<p>Mi sembra lecito da parte loro stare attenti ai facili entusiasmi. Ci vogliono persone credibili e &#8220;fatti&#8221; credibili.  Non si può prendere l&#8217;esempio delle &#8220;500 Fiat&#8221; e dell&#8217;Alfa MIto per confermare che chi investe in social media vince sicuro.</p>
<p>Si tratta tutt&#8217;al più di rendere chiaro quale siano i vantaggi, a misura d&#8217;azienda, che un&#8217;impresa potrebbe trarre .  A condizione però che a credere nel progetto siano in primo luogo i manager stessi, delegare un&#8217;agenzia per un pacchetto &#8220;social media chiavi in mano&#8221; NON risolleverà i loro fatturati.</p>
<p>Altro elemento importante, da rendere ben chiaro e leggibile e che investiere in social media significa avere una predisposizione al cambiamento del proprio modello di business. I social media integrano ciò che già viene fatto dall&#8217;azienda, NON sostituisce né soddisfa pienamente le azioni di marketing.</p>
<p>E&#8217; un approccio complesso da saper gestire al meglio. Resta di fatto che SE usato al meglio e SE integrato ai processi di marketing già esistente può sicuramente dare un grosso vantaggio anche in termini di costi/benefici.</p>
<p><a href="http://oknotizie.virgilio.it/post.html.php?url=http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=11e40aa01a49d7d8&amp;title=Una bolla di sapone?">Proponi su Oknotizie</a></p>
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		<title>Presentazione blog</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dvinci</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo spazio, o meglio,  goccia d'acqua in mezzo all'oceano del web moderno, vuol dare un punto di vista soggettivo e mai assoluto su quell'intercapedine che separa il mondo delle PMI e il mondo del marketing.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti!</p>
<p>Il mio nome si deducete dal titolo di questo blog.</p>
<p>Questo spazio, o meglio,  goccia d&#8217;acqua in mezzo all&#8217;oceano del web moderno, vuol dare un punto di vista soggettivo e mai assoluto su quell&#8217;intercapedine che separa il mondo delle PMI con il  mondo del marketing.</p>
<p>Ho già altri spazi, più o meno noti,  in cui appunto alcuni pensieri soggettivi tipo:</p>
<p><a href="http://studentefreelance.blogspot.com">studentefreelance.blogspot.com</a>&#8212;&gt; blog nato in ambiente universitario, bloglab2007,  e poi continuato per affezione</p>
<p><a href="http://comunikafood.wordpress.com">comunikafood.wordpress.com</a> &#8212;&gt; blog di nicchia dove cerco, in maniera tagliente, di affrontare il tema del marketing dietro il settore enogastronomico.</p>
<p>Da oggi integrerò anche lo spazio fornito da eccellere cercando di aumentare l&#8217;interazione tra me ed il mondo professionale al quale mi accingo ad entrare.</p>
<p>La filosofia con cui apro questo spazio è quella della discussione aperta, la censura sarà applicata solo in caso di offese gratuite o spam, per il resto tutto dovrà scorrere come un ruscello pieno di vitalità.</p>
<p>Solo attraverso il confronto possono nascere nuove idee, ed è così che intendo continuare il mio cammino.</p>
<p>Buona lettura</p>
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