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Archivio del "March, 2010"

Web reality…

di dvinci - pubblicato in comunicazione il 13.03.2010 - 19:59

The figure represents the curve of diffusion of web practice . In particular I want to focus on the means of cross between innovation and content of mass… “Opportunity”

I named that group of instruments that create opportunities for people who use them.

Il ruolo dei gatekeepers…

di dvinci - pubblicato in comunicazione, marketing, pmi il 06.03.2010 - 11:51

A Siena si sta sviluppando una corrente innovativa circa l’utilità degli strumenti di relazione tipo web social ( o web 2.0 per chi non può fare a mano di questo termine ).

Rappresentando lo sviluppo dell’innovazione attraverso la curva di Rogers, si individua il ruolo dei gatekeepers come coloro i quali che “aprono le porte” all’innovazione definendo “la forma” più adatta affinchè l’innovazione possa avere un suo possibile sviluppo.

Parlo di forma adatta perchè l’innovazione non arriva mai alla sua diffusione massima assumendo la sua forma originaria. Parte come se fosse un quadrato e si ritroverà ad essere diffusa come un cerchio. Ciò non nega la sua essenza primaria ma per essere compresa e “adottata” dalla maggioranza avrà bisogno di assumere uno “standard”.

In questo processo di trasformazione relativa, individuo il ruolo principale dei gatekeepers come i professionisti della comunicazione e del marketing.

I social media, attraverso l’uso smisurato di piattaforme tipo Facebook hanno assunto una “forma” ( per ricolegarmi al discorso) che non è proprio quella migliore per l’interpreatazione dell’idea iniziale.

L’idea iniziale dei social media è quella di facilitare i processi di relazione e dare la possibilità di continuità del rapporto superando le barriere spazio temporali, e’ questa la straordinaria innovazione di questi strumenti, NON la possibilità di conoscere ignoti per invitarli a cena! O scrivere cavolate attraverso uno strumento dalle potenzialità enormi.

Infine, per farla breve, mi chiedo:

Non è che i social tools hanno avuto il loro successo grazie alla “cattiva” interpretazione del loro uso o utilità?

Se molti di quelli che usano i social tolls( tipo facebook, twitter, i blogs …) sapessero concretamente di aver un potenziale di visibilità enorme avrebbero comunque avuto accesso in massa o ci sarebbe stato un pizzico di risentimento nello sviscerare a chiunque dettagli personali?

Quanta responsabilità hanno i gatekeepers nella diffusione errata di questa tendenza?

Sarà un’ennesima bolla di sapone creata ad arte dai big-gatekeepers, quelli più influenti, per generare interesse senza avere controllo sull’efficacia?

La teoria dei piccoli passi

di dvinci - pubblicato in comunicazione, marketing, pmi il 02.03.2010 - 20:21

Cosa è un blog?
Ma se io apro un blog cosa devo fare dopo?
Mi sono arrivate delle email che mi propongono l’apertura di un profilo facebook, cosa faccio, accetto?
E tante altre domande che trovano giustificazione dal fatto che tutti sono(siamo) consapevoli che prima o poi una mossa dobbiamo farla….

Come conversare con i clienti?

di dvinci - pubblicato in comunicazione, marketing, pmi il 01.03.2010 - 17:27

Un confronto tra giornalisti ed esperti marketing e comunicazione, tra questi grandi aziende come Fiat, Microsoft…

Davvero interessante! Mi sorge qualche dubbio, prima di vedere il video,ma presto chiarisco le idee ascoltando le interviste…

Chi può spiegare agli addetti marketing che utilizare strumenti di “conversazione” non può significare “trasferire” informazioni ai clienti?

La reputazione aziendale

di dvinci - pubblicato in comunicazione, pmi il 01.03.2010 - 10:02

La mappa riesce a descrivere bene il fenomeno…ma credo che il problema si sposti sul livello successivo. Non è tanto “cosa” quello che importa alle aziende, non vogliono interpretare e “non hanno tempo” per capire i flussi sociologici, vogliono sapere il “come”.

Come fare per riuscire a sopravvivere nel panorama descritto dall’immagine.

Non so a voi se è mai capitato, ma quello che spesso viene ripetuto è: “ma io ho da portare avanti un’azienda mica ho tempo per queste cose….”

NOn percepiscono il valore, come se ciò che viene descritto loro è un optional da inserire o meno…

Pertanto dico: bisogna che loro capiscano il “come” non il “cosa”.


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