Economia delle “buone azioni”
Sto riflettendo da un pò sulla possibilità di costruire un progetto abbastanza complesso che ha come obiettivo quello di portare valore immediato alle “buone azioni” che un attore di un sistema può produrre.
Il “difetto” ( econommicamente parlando) delle buone azioni è che non hanno un corrispettivo “immediato”, se non quello morale.
Bisogna avere la capacità di pensare a lungo termine, di credere che la mia buna azione non venga annullata da le atre mille negative etc…
Per “buone azioni” intendo azioni che noi tutti dovremmo assumere per rendere economicamente sostenibile a lungo termine il nostro ambiente.
Ogni “trash action” riceve un compenso immediato che può consistere in un ritorno in comodità , in termini monetari, in termini di velcità dell’azione…Senza andare molto lontano con le idee pensiamo al fatto di poter “evitare” di buttare materiale ingombrante negli appositi spazi.
Secondo voi è credibile che le persone non reciclano nel modo giusto “SOLO” per una questione culturale?
Non pensate che ci sia anche la possibilità che la “buona azione” venga evitata per una questione di velocità-comodità-risparmio economico?
Non sto assumendo le vesti di moralizzatore, sto cercando di interpretare il fenomeno dal punto di vista logico-economico.
Bene! E’ da questa riflessione che nasce la mia idea progettuale…”le buone azioni” che producono valore “economico” IMMEDIATO!
Per saperne di più… provate a tenervi aggiornati su questo “schermo”. Avrò modo di riparlarne.
Nel frattempo, voi cosa ne pensate in merito?
29.05.2010 alle 8:22 am
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