<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog di Anna Maria Carbone</title>
	<atom:link href="http://www.blogeccellere.com/carbone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blogeccellere.com/carbone</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Jun 2010 10:06:26 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Comunicazione Non Violenta</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/06/22/comunicazione-non-violenta/</link>
		<comments>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/06/22/comunicazione-non-violenta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 10:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>acarbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[CNV]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogeccellere.com/carbone/?p=34</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ha  inventata Marshall Rosenberg più di trent&#8217;anni fà.
Da allora la  insegna in tutto il mondo, anche in zone di guerra, in Rwanda, nei  paesi economicamente depressi e ovunque altro ci siano persone,  dirigenti d&#8217;azienda, politici, diplomatici, educatori, che sentono la  necessità di &#8220;cambiare registro&#8221; e pensano che costruire un mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ha  inventata Marshall Rosenberg più di trent&#8217;anni fà.</p>
<p>Da allora la  insegna in tutto il mondo, anche in zone di guerra, in Rwanda, nei  paesi economicamente depressi e ovunque altro ci siano persone,  dirigenti d&#8217;azienda, politici, diplomatici, educatori, che sentono la  necessità di &#8220;cambiare registro&#8221; e pensano che costruire un mondo in cui  si può &#8220;essere al servizio della vita&#8221; sia ancora possibile.</p>
<p>La <strong>Comunicazione Consapevole e Non Violenta</strong> insegna a comunicare in modo autentico,  esprimere la propria forza, nel rispetto altrui e di noi stessi, senza  essere aggressivi.</p>
<p>Insegna anche  a superare, in caso di malessere o disaccordo, la tendenza a &#8220;lasciar  perdere” per non ferire  o essere feriti.</p>
<p>Di fronte a un problema  ci aiuta a mettere a fuoco a cosa  stiamo reagendo e quali sono i nostri sentimenti e bisogni e ci insegna  ad esprimere richieste negoziabili con l&#8217;obiettivo di  raggiungere la  soluzione migliore per tutti.</p>
<p>&#8220;Chiedere&#8221;  anziché  &#8220;ordinare&#8221; ci rende capaci di accettare la risposta dell’altro,  qualsiasi essa sia, di permettergli di esprimere con chiarezza i suoi  sentimenti e bisogni, di chiedere a sua volta e di cercare con noi la  soluzione migliore per tutti.</p>
<p>Il modello è semplice: 4 passi  per osservare, sentire e verificare sentimenti e bisogni propri e degli  altri.</p>
<p><strong>Osservare i  fatti senza valutare</strong></p>
<p>Il  primo passo è imparare ad osservare e descrivere in modo chiaro e neutro  i fatti concreti che diminuiscono il nostro benessere, informando  l&#8217;altro in modo preciso su quanto sta succedendo.</p>
<p>Un malessere indica che è successo qualcosa e  che stiamo  reagendo a un evento o a una situazione.</p>
<p><strong>Identificare e d esprimere emozioni e sentimenti </strong></p>
<p>Significa  fare il punto su come ci sentiamo in relazione a ciò che è successo e  che abbiamo descritto.</p>
<p>Ogni fatto  scatena in noi sensazioni collegate a pensieri, emozioni e sentimenti.</p>
<p>Prima di valutare se e come reagire è quindi utile domandarsi  “Cosa sento?”</p>
<p>Questo passaggio ci può aiutare  ad evitare di scaricare  rabbia e malessere sull’altro e ci consente di  trovare disponibili molte più opzioni tra cui scegliere.</p>
<p><strong>Riconoscere le  necessità, i bisogni e i valori</strong></p>
<p>Un malessere è solitamente il segnale che un  bisogno o un  valore importante sono stati frustrati e che c’è qualcosa di  insoddisfatto. Sensazioni, pensieri ed emozioni rivelano i nostri veri  bisogni aiutandoci  a capire cosa ci serve, cosa è importante per noi,  in che direzione vogliamo andare.</p>
<p><strong>Esprimere richieste chiare e  negoziabili</strong></p>
<p>Consapevoli dei nostri bisogni reali, possiamo imparare  impariamo a formulare richieste concrete, in modo efficace, empatico,  rispettoso di noi stessi e degli altri. Chiedere significa evitare di  dare ordini, manipolare o cercare di obbligare  l’altro a fare quanto  vogliamo. Esprimere una richiesta negoziabile è il primo passo per  cercare insieme all’altro una soluzione benefica per tutti.</p>
<p>Il metodo è semplice,  apparentemente. Ma lo è, appunto, apparentemente. Implica un sincero  dialogo con se stessi, una onesta visione di quello che siamo, compresi  gli aspetti che preferiremmo non avere e che tanto ci fanno infuriare  quando li vediamo negli altri.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fcarbone%2F2010%2F06%2F22%2Fcomunicazione-non-violenta%2F&amp;linkname=Comunicazione%20Non%20Violenta">Condividi</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/06/22/comunicazione-non-violenta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La resilienza e il fiore di loto</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/04/14/la-resilienza-e-il-fiore-di-loto/</link>
		<comments>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/04/14/la-resilienza-e-il-fiore-di-loto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 14:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>acarbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Resilienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogeccellere.com/carbone/?p=27</guid>
		<description><![CDATA[
Mai come adesso è  necessario adottare atteggiamenti nuovi davanti a problemi vecchi.
Le  crisi sono cicliche, sia collettive che individuali.
Ogni tanto  arriva l’ondata, l’uragano, la scossa che spalanca il terreno sotto i  piedi.
Non si può evitare.
Ma si può imparare a non  restarci sotto e a conservare quel tanto di vitalità per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="clear: both;text-align: center"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_4j2bUck-Ju4/S7c7msJh6TI/AAAAAAAAADA/Oe2b6cn5MKE/s1600/z76739448.jpg"><img src="http://1.bp.blogspot.com/_4j2bUck-Ju4/S7c7msJh6TI/AAAAAAAAADA/Oe2b6cn5MKE/s200/z76739448.jpg" border="0" alt="" width="200" height="166" /></a></p>
<p><strong>Mai come adesso è  necessario adottare atteggiamenti nuovi davanti a problemi vecchi.</strong></p>
<p>Le  crisi sono cicliche, sia collettive che individuali.</p>
<p>Ogni tanto  arriva l’ondata, l’uragano, la scossa che spalanca il terreno sotto i  piedi.</p>
<p>Non si può evitare.</p>
<p>Ma si può imparare a non  restarci sotto e a conservare quel tanto di vitalità per imparare,  crescere e uscirne più forti di prima.</p>
<p>Nietsche diceva <em>”  Quello che non ti uccide ti rende più forte”</em>. Bello. Ma come si fa?</p>
<p><strong>Serve  essere resilienti. Qualcuno, fortunato, ci nasce. Agli altri non resta  che imparare. La buona notizia è che si può.</strong></p>
<p>Resilienza  significa &#8220;riprendersi&#8221; dalle esperienze difficili, cioè da tutte  quelle circostanze avverse, di qualsiasi natura, di fronte alle quali  periodicamente ci ritroviamo: difficoltà, traumi, tragedie, minacce,  problemi familiari e relazionali, problemi di salute o situazioni  finanziarie e lavorative pesanti.</p>
<p>Per accrescere la  resilienza ciascuno deve trovare il suo modo: non ce n’è uno che va bene  per tutti.</p>
<p>Però ci sono dei suggerimenti dell’<a href="http://helping.apa.org/featuredtopics/feature.php?id=6">American  Psychological Association</a> che possono tornare utili:</p>
<p><strong>Creiamo  rapporti.</strong></p>
<p>Avere buone relazioni con i familiari più prossimi,  con gli amici o con gli altri è importante e rafforza la resilienza  così come l’accettare aiuto e sostegno Alcuni, per recuperare speranza,   trovano utile essere attivi in gruppi civici, organizzazioni religiose,  o associazioni di vario tipo.</p>
<p>Ricordiamoci che sostenere gli  altri nel momento del bisogno può portare grandi benefici anche noi.</p>
<p><strong>Evitiamo  di vedere le crisi come problemi insormontabili.</strong></p>
<p>Non possiamo  evitare che accadano eventi molto stressanti, ma possiamo cambiare il  nostro modo di interpretarli e di reagire ad essi.</p>
<p>Guardare “un  po’ più in là”, oltre il presente, può fornirci la vita d’uscita giusta e  a intravedere nel futuro circostanze migliori.</p>
<p>Un po’ come dire a  se stessi “quando si tocca il fondo si può solo risalire!”.</p>
<p><strong>Accettiamo  il fatto che il cambiamento è parte della vita.</strong></p>
<p>Certi  obiettivi possono cambiare a causa di circostanze avverse.</p>
<p>Accettare  le situazioni che non possono essere modificate può esserci d&#8217;aiuto per   concentrarci su quelle che possiamo cambiare.</p>
<p><strong>Muoviamoci  verso i nostri obiettivi.</strong></p>
<p>Diamoci  obiettivi realistici e  facciamo azioni, anche piccole,  regolari per realizzarli. Domandiamoci</p>
<p>&#8220;Che  cosa posso fare oggi che mi faccia muovere nella direzione in cui  voglio andare?&#8221;.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Compiamo azioni decise.</strong></p>
<p>Nelle situazioni  avverse, per quanto possiamo, agiamo. Passiamo all’azione invece di  estraniarci o elucubrare aspettando o sperando che i problemi spariscano  da soli.  Difficilmente succederà.</p>
<p><strong>Cerchiamo la  lezione da imparare.</strong></p>
<p>Ogni volta che ci troviamo in difficoltà  abbiamo l’occasione di imparare qualcosa su noi stessi. Dalla lotta  nelle situazioni difficili molti escono cresciuti e trasformati. Sono  tante le storie di persone che hanno attraversato esperienze per poi  avere relazioni migliori, maggiore consapevolezza della propria forza,  più autostima, una spiritualità più sviluppata e hanno apprezzato di più  la vita.</p>
<p><strong>Nutriamo una visione positiva di noi  stessi.</strong></p>
<p>Manteniamo la fiducia nella nostra capacità di  risolvere problemi e fidiamoci dell’aiuto del nostro istinto.</p>
<p><strong>Manteniamo  la prospettiva.</strong></p>
<p>Anche di fronte a eventi molto dolorosi,  consideriamo le situazioni stressanti in un contesto più ampio e  manteniamo una prospettiva di lungo periodo. Evitiamo di drammatizzare e  di gonfiare oltre misura gli eventi.</p>
<p><strong>Manteniamo una  visione fiduciosa.</strong></p>
<p>L’ottimismo ci permette di aspettarci che  nella nostra vita succedano cose buone. Restiamo concentrati su ciò che  vogliamo piuttosto che preoccuparci di ciò che temiamo.</p>
<p><strong>Prendiamoci   cura di noi.</strong></p>
<p>Facciamo attenzione ai nostri bisogni e  sentimenti. Cerchiamoci attività che ci piacciano e ci rilassino.</p>
<p><strong>Impariamo  dal passato.</strong></p>
<p>Mettere a fuoco le esprienze passate e i nostri  punti di forza ci può aiutare ad individuare le strategie più adatte a  sviluppare la nostra resilienza.</p>
<p>Per rafforzare la  resilienza, infine, qualcuno scrive su un diario i suoi pensieri e  sentimenti più profondi, altri usano la meditazione e le pratiche  spirituali. Il punto è capire quali sono, per ciascuno di noi,  i modi  più adatti ed efficaci.</p>
<p>In definitiva, quindi, la  decisione da prendere è solo una: guardare dentro se stessi onestamente e  attingere alle nostre risorse piuttosto che aspettarci il “miracolo” da  fuori.</p>
<p>Potremmo imparare dal fiore di loto, che nasce  nel fango e di esso si nutre ma resta puro e integro. Può essere  doloroso e di sicuro non è semplice. Ma se abbiamo il coraggio di farlo,  allora i miracoli succedono davvero.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fcarbone%2F2010%2F04%2F14%2Fla-resilienza-e-il-fiore-di-loto%2F&amp;linkname=La%20resilienza%20e%20il%20fiore%20di%20loto">Condividi</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/04/14/la-resilienza-e-il-fiore-di-loto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>27</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fidarsi è bene, non fidarsi è peggio</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/03/24/fidarsi-e-bene-non-fidarsi-e-peggio/</link>
		<comments>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/03/24/fidarsi-e-bene-non-fidarsi-e-peggio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 22:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>acarbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiducia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogeccellere.com/carbone/?p=21</guid>
		<description><![CDATA[Sul numero di Focus di marzo ho trovato un interessante articolo che  parla di fiducia.
Strano, non mi aspettavo di trovarlo lì.
Eppure  c’era e, leggendolo, ho capito perché.
La questione  della fiducia è vecchia quanto il mondo, eppure oggi nel nostro  mondo civilissimo e progreditissimo, sembrava un po’ fuori moda. Roba da  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero di Focus di marzo ho trovato un interessante articolo che  parla di fiducia.</p>
<p>Strano, non mi aspettavo di trovarlo lì.</p>
<p>Eppure  c’era e, leggendolo, ho capito perché.</p>
<p><strong>La questione  della fiducia è vecchia quanto il mondo</strong>, eppure oggi nel nostro  mondo civilissimo e progreditissimo, sembrava un po’ fuori moda. Roba da  romaticoni inguaribili, bambini sognanti. Inutile, insomma.</p>
<p>E  invece, guarda un po’, tutta questa grande evoluzione e civilizzazione  in un certo senso ci hanno riportati al punto di partenza: <strong>senza  fiducia la società non può esistere.</strong></p>
<p>L&#8217;affidabilità di paesi e  imprese fa girare l&#8217;economia planetaria, la reputazione è ormai la  risorsa immateriale più preziosa che c&#8217;è.</p>
<p>Mica da ridere. Mica  robetta da romantici o, peggio, da stupidi.</p>
<p>I dizionari  della Lingua Italiana la definiscono come <em> sensazione di sicurezza  basata sulla speranza o sulla stima riposta in qualcuno o qualcosa</em> oppure <em>come sentimento di sicurezza che deriva dal confidare senza  riserve in qualcuno o qualcosa </em>e indicano come sinonimi: <em>confidente,  ottimista, pieno di aspettative, sicuro, speranzoso.</em></p>
<p><strong>In  inglese fiducia corrisponde a due parole.</strong></p>
<p>Se vai sulla  traduzione dall’italiano all’inglese trovi <em>confidence</em> (per  assonanza “confidenza”) che in italiano vuol dire intimità, amicizia,  dimestichezza, il confidare fiducia, sicurezza di sé.</p>
<p>Se invece  vai a tradurre dall’inglese il termine <em>trust</em> indovina cosa ti  viene fuori? Fiducia. Appunto.</p>
<p><strong>Tutta roba difficile,  in ogni caso</strong>. Già perché la fiducia prevede il coraggio di  scommettere su qualcosa o qualcuno, instaurare una relazione  interpersonale nel cui ambito operare congiuntamente per il  miglioramento dello &#8220;status quo&#8221;.</p>
<p>Significa contare sul fatto che  le persone rispetteranno gli impegni e che sugli altri, oltre che su di  sé, si può contare.</p>
<p>Ecco. E come la mettiamo con il  rischio del tradimento?  Secondo studi fatti di recente da Vittorio  Pelligra il dare fiducia induce nell’altro il desiderio di meritarla, e  per questo lo rende più affidabile. Oppure no. C’è chi ancora pensa di  poterne approfittare, ma la buona notizia è che di solito si smaschera  da solo, lasciando purtroppo dietro di sé delusioni e amarezze varie.  Pare però che si tratti di una minoranza destinata all’autoestinzione.  Basta dargli tempo.</p>
<p><strong>Per quanto mi riguarda ho  imparato a diffidare soprattutto di quelli che dicono <em>“non mi fido di  nessuno”</em>.  Tradotto significa <em>“non fidarti di me”</em>. E’ già  qualcosa.</strong></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fcarbone%2F2010%2F03%2F24%2Ffidarsi-e-bene-non-fidarsi-e-peggio%2F&amp;linkname=Fidarsi%20%C3%A8%20bene%2C%20non%20fidarsi%20%C3%A8%20peggio">Condividi</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/03/24/fidarsi-e-bene-non-fidarsi-e-peggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La difficile arte di ascoltare</title>
		<link>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/03/02/la-difficile-arte-di-ascoltare/</link>
		<comments>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/03/02/la-difficile-arte-di-ascoltare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>acarbone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascolto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogeccellere.com/carbone/?p=3</guid>
		<description><![CDATA[Sappiamo tutti che alla base della  buona comunicazione c’è la capacità di ascoltare.
E siamo  tutti convinti di esserne capaci.
Sicuri? Sicurissimi?  Sempre? Anche quando andiamo di corsa? Anche quando stiamo leggendo una  mail, rispondendo al telefono e ci arriva un sms?
E  quando siamo concentrati sul nostro interlocutore, riusciamo a tenere  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo tutti che <span style="font-weight: bold">alla base della  buona comunicazione c’è la capacità di ascoltare</span>.</p>
<p>E siamo  tutti convinti di esserne capaci.</p>
<p>Sicuri? Sicurissimi?  Sempre? Anche quando andiamo di corsa? Anche quando stiamo leggendo una  mail, rispondendo al telefono e ci arriva un sms?</p>
<p>E  quando siamo concentrati sul nostro interlocutore, riusciamo a tenere  ferma la mente e a non pensare a cosa gli risponderemo tra poco?</p>
<p><span style="font-weight: bold">Ascoltare è molto diverso da “sentire.<br />
E’ molto lontano anche da “rispondere”, lontanissimo da “replicare”.<br />
L’opposto di “discutere”.</span></p>
<p>E allora vale la pena di fare un po’ di ordine, e di raccogliere  qualche consiglio, una check list che ci serva a verificare quanto e  quando stiamo veramente ascoltando.<span id="more-3"></span></p>
<p><span style="font-weight: bold">Ascolto attivo significa</span>:</p>
<p><span style="font-weight: bold">sospendere i giudizi</span>, non definire  l&#8217;interlocutore o quello che dice. Dobbiamo solo seguire il suo  pensiero, <span style="font-style: italic">ascoltate per capire e non  per giudicare</span>;</p>
<p><span style="font-weight: bold">osservare  ed ascoltare</span>, raccogliendo tutte le informazioni necessarie  sulla situazione contingente;</p>
<p><span style="font-weight: bold">mettersi nei panni dell&#8217;altro,</span> cercare di assumere il  punto di vista del proprio interlocutore e condividendo le sensazioni  che manifesta;</p>
<p><span style="font-weight: bold">verificare  la comprensione</span>, facendo domande, parafrasando, chiarendo,   riassumendo ciò che abbiamo capito o gli aspetti concreti di ciò che  l’interlocutore ci ha detto.</p>
<p><a href="http://www.click.vi.it/sistemieculture/sclavi.html">Marianella  Sclavi </a>ha scritto queste divertenti  &#8221;Sette Regole dell&#8217;Arte di  Ascoltare&#8221;:</p>
<p>1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.  Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.</p>
<p>2.  Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il  tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.</p>
<p>3. Se  vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha  ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua  prospettiva.</p>
<p>4. Le emozioni sono degli strumenti  conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti  informano su cosa vedi, ma su come guardi.</p>
<p>5. Un buon  ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più  importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al  tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché  incongruenti con le proprie certezze.</p>
<p>6. Un buon  ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della  comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per  esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei  conflitti.</p>
<p>7. Per divenire esperto nell&#8217;arte di  ascoltare devi adottare un metodo umoristico. Ma quando hai imparato ad  ascoltare, l&#8217;umorismo viene da sè.</p>
<p>E per finire una  carrellata sulle <span style="font-weight: bold">cattive abitudini (e  pessima educazione) per riconoscere  a colpo d&#8217;occhio di quelli che non  ascoltano</span>:</p>
<ol>
<li>interrompono</li>
<li>saltano alle conclusioni</li>
<li>finiscono la frase al posto vostro</li>
<li>cambiano argomento di frequente</li>
<li>non fanno attenzione al linguaggio del corpo</li>
<li>non rispondono a ciò che gli avete detto</li>
<li>non fanno domande e non danno un feedback</li>
<li>cercano di convincervi con la logica</li>
<li>ridicolizzano</li>
<li>interpretano</li>
<li>consolano</li>
<li>danno ordini</li>
<li>mettono in guardia</li>
<li>vi fanno la predica.</li>
</ol>
<p><span style="font-weight: bold">Naturalmente queste  sono cattive abitudini degli altri, non nostre&#8230; vero?</span></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.blogeccellere.com%2Fcarbone%2F2010%2F03%2F02%2Fla-difficile-arte-di-ascoltare%2F&amp;linkname=La%20difficile%20arte%20di%20ascoltare">Condividi</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogeccellere.com/carbone/2010/03/02/la-difficile-arte-di-ascoltare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

